
(ASCA) - Roma, 22 feb - La situazione in Val di Susa e'
tutt'altro che risolta, sia per la tradizione di diffusa
ostilita' del territorio alla nuova opera, sia perche' stiamo
per entrare in una nuova, e forse piu' dura, fase della
costruzione del tratto ferroviario. A lanciare l'allarme e'
stato il Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli nel
corso di una audizione in Commissione Affari costituzionali
della Camera.
Manganelli ha detto che ci saranno presto ''le prime
azioni invasive, quelle che porteranno agli espropri lungo il
tracciato della nuova linea ferroviaria. Fino ad oggi ci
siamo confrontati con qualcosa di meno, con il dissenso
generalizzato''. Ha poi spiegato che le difficolta' saranno
proprio legate agli espropri anche perche' i proprietari che
possedevano 100 metri quadrati di terreno li hanno venduti a
100 nuovi, diversi proprietari, rendendo cosi' l'opera di
esproprio ancora piu' complicato.
''La Val di Susa - ha poi aggiunto Manganelli - e' da
sempre un territorio che ha respinto l'ipotesi di un nuovo
tratto ferroviario. La popolazione locale giudica, infatti,
questo territorio gia' saturo con la presenza di due strade
statali, un'autostrada e una linea ferroviaria. Si tratta poi
di un territorio che da sempre ha costituito una tradizionale
espressione dell'area antagonista, fin dai tempi di 'Prima
linea'''.
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