Mills: da Corte Appello no a ricusazione. Sabato possibile sentenza

Mills: da Corte Appello no a ricusazione. Sabato possibile sentenza

22 Febbraio 2012 - 17:42

(ASCA) - Milano, 22 feb - La strada per la sentenza, a questo punto, e' tutta in discesa. Gia' sabato prossimo i giudici titolari del cosiddetto processo Mills potrebbero ritirarsi in camera di consiglio. E - a meno di colpi di scena dell'ultimo minuto, impossibili da escludere per un processo da sempre caretterizzato da aspri scontri tra le parti in giudizio - il verdetto sulla presunta corruzione di Silvio Berlusconi all'avvocato inglese David Mills potrebbe arrivare proprio nella tarda serata di quel giorno. Al piu' tardi domenica. E' questa la conseguenza piu' immediata della decisione presa oggi dalla Corte d'Appello di Milano, che ha detto no alla richiesta di ricusazione presentata dall'ex presidente del consiglio nei confronti dei giudici che lo processano per presunta corruzione in atti giudiziari. Gli avvocati-deputati del Cavaliere hanno puntato sul ''convincimento colpevolita'' che il collegio presieduto da Francesca Vitale avrebbe a loro giudizio manifestato nei confronti dell'imputato Berlusconi con la decisione di tagliare diversi testimoni citati dalla difesa che lo stesso Tribunale aveva in precedenza accolto. Per Niccolo' Ghedini e Piero Longo, sarebbe stata questa la dimostrazione della volonta' dei giudici milanesi di arrivare ad ogni costo a una sentenza, prima che scattino i termini di prescrizione. Ma la Corte d'Appello li ha gelati: ''Si esclude - sottolineano i giudici di secondo grado nell'ordinanza con cui bocciano il ricorso di Berlusconi - la configurabilita' di una indebita e anticipata manifestazione di convincimento da parte dei giudici che possa dar luogo alla ricusazione''. E ancora: ''un'ordinanza in tema di prove non puo' assumere alcun rilievo sotto il profilo di anticipata manifestazione del convincimento''. La sentenza sul caso Mills resta tuttavia appesa al filo prescrizione. I difensori di Berlusconi sono convinti - e lo hanno detto in aula - che questo termine sia gia' scattato e che percio' il processo vada considerato gia' 'morto'. Opposto il parere del pm Fabio de Pasquale, sicuro che ci sia ancora tempo fino ai primi di maggio. Tocchera' al Tribunale sciogliere il nodo su un giallo che aumenta le opzioni sul tavolo. Non e' infatti detto che nel fine settimana arrivi una sentenza di condanna o di assoluzione. I giudici potrebbero anche uscire dalla Camera di Consiglio dichiarando tutto prescritto. E entrare nel merito del capo di imputazione soltanto nelle motivazioni, previste di norma 90 giorni dopo il verdetto. fcz/mar/bra




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