Mills: Corte appello, nessun convincimento colpevolista verso Berlusconi

22 Febbraio 2012 - 14:49

(ASCA) - Milano, 22 feb - I giudici milanesi titolari del cosiddetto processo Mills non hanno mai manifestato nessun atteggiamento colpevolista nei confronti di Silvio Berlusconi, imputato per presunta corruzione in atti giudiziari. Cosi' la Corte d'appello di Milano chiarisce perche' l'istanza di ricusazione presentata dall'ex presidente del Consiglio nei confronti dei giudici che lo processano per il cosiddetto caso Mills e' stata respinta.

''Si esclude - sottolineano i giudici della seconda Corte d'appello di Milano nella loro ordinanza - la configurabilita' di una indebita e anticipata manifestazione di convincimento da parte dei giudici che possa dar luogo alla ricusazione, sia con riferimento all'ordinanza del 26 gennaio (quella con cui il collegio presieduto da Francesca Vitale ha tagliato alcuni testimoni citati dalla difesa Berlusconi dopo averli ammessi in una fase precedente, ndr) sia ad altre precedenti''. In particolare, secondo i giudici della Corte d'appello di Milano la difesa Berlusconi ha indugiato troppo a lungo prima di manifestare il proprio dissenso nei confronti del tribunale: ''Nessuno di questa ordinanza - si legge ancora nel provvedimento - e' stato finora oggetto di rilievi mossi tempestivamente''. Inoltre, puntualizzano ancora i giudici di secondo grado, ''un'ordinanza in tema di prove non puo' assumer alcun rilievo sotto il profilo di anticipata manifestazione del convincimento''. Una doccia fredda per la difesa Berlusconi, convinta che proprio la decisione dei giudici milanesi di non ammettere alcuni testi e prove rappresenti la dimostrazione del loro ''convincimento colpevolista'' nei confronti dell'imputato Berlusconi.

La Corte d'appello e' inoltre convinta che eventuali ricorsi in riferimento a testi prima accettati e poi respinti, possa essere al massimo oggetto di ''impugnazione nei successivi gradi di giudizio''.

Respinta la sua richiesta, Berlusconi dovra' dunque versare, come da prassi, una somma pari a 1500 euro alla cassa delle ammende per rimborsi di spese processuali.

fcz/cam/bra




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