
(ASCA) - Roma, 16 feb - ''Ho la coscienza di aver servito in
questi anni con tutte le mie forze il mio Paese, e ne sono
ripagato con un accanimento da parte di alcuni magistrati di
Milano che non ha eguali nella storia. Si vuole distruggere
fino in fondo la mia immagine di uomo, di imprenditore e di
politico. Solo io posso sapere quanto male ho subito e
continuo a subire per avere scelto la strada dell'impegno
politico''. Inizia cosi' la lettera inviata da Silvio
Berlusconi al 'Giornale', pubblicata oggi in prima pagina dal
quotidiano diretto da Alessandro Sallusti. Una missiva in cui
l'ex premier - imputato nel processo Mills, per cui e' stata
chiesta una condanna di 5 anni - denuncia un ''accanimento''
giudiziario nei suoi confronti, tanto da sentirsi trattato
''peggio di un delinquente''.
''Al termine di una vita di lavoro indefesso - prosegue il
leader del Pdl - sia nella mia professione di imprenditore e
in seguito nell'impegno politico, sono trattato peggio di un
delinquente, con accuse che non trovano corrispondenza nei
fatti e che sono state smentite nel corso del processo
dibattimentale. La decisione di impegnarmi nella vita
pubblica, cercando di trasformare e di cambiare l'Italia, non
mi e' stata mai perdonata da tutti quei poteri che si sono
visti insidiati nei loro interessi e nelle loro ambizioni''.
''Quello che piu' mi amareggia in questo momento -
continua Berlusconi nella lettera - e' di constatare fino a
che punto la giustizia puo' essere piegata a pregiudizi di
carattere politico e ideologico. Ripeto: solo chi
malauguratamente ha la sventura di entrare nel tunnel della
mala giustizia puo' immaginare l'incubo che si sperimenta, la
sofferenza che si prova a finire nell'ingranaggio disumano di
una giustizia che sembra non rispondere piu' alle leggi, ai
principi fondamentali del nostro ordinamento liberale, alle
prove e ai fatti che emergono nel corso dello stesso
procedimento''.
''La coscienza che ho di questa situazione, e la vicinanza
della mia famiglia e di quanti mi vogliono bene e mi
conoscono - puntualizza l'ex presidente del Consiglio -, mi
da' la forza di continuare la battaglia per il riconoscimento
pieno della mia totale estraneita' a quanto mi viene
addebitato. Spero ancora che giudici integerrimi e devoti
unicamente alla legge e alla verita', decidano in piena
coscienza e nel pieno rispetto della realta' dei fatti''.
red/vlm


