
(ASCA) - Roma, 8 feb - La mafia, che ha vissuto un periodo di
crisi nel 2010 grazie ai successi conseguiti dallo Stato,
sembra essersi rigenerata ed e' tornata a colpire anche
riprendendo la sua scia di sangue. Questa l'analisi della
Direzione nazionale antimafia (Dna) nella sua ultima
Relazione annuale (luglio 2010-giugno 2011) consegnata alla
Commissione parlamentare antimafia. A preoccupare gli
investigatori e' anche il ritorno dell'uso dell'omicidio
''come strumento per la risoluzione di problemi
dell'organizzazione, che la stessa aveva abbandonato per
tutto il 2010, senza dire - aggiunge la Dna - che l'ultimo
omicidio certamente di rilevanza interna all'organizzazione
risaliva al 2007 con l'omicidio di Nicola Ingarao del giugno
del 2007''.
Dopo l'assoluta assenza di omicidi di tipo mafioso nel
2010, nell'intero distretto di Palermo, nel 2011 si sono
verificati 5 episodi delittuosi.
Nella relazione della Dna si conferma che la citta' di
Palermo ''e' e rimane il luogo in cui l'organizzazione
criminale esprime al massimo la propria vitalita' sia sul
piano decisionale, sia sul piano operativo, dando concreta
attuazione alle linee strategiche da essa adottate in
relazione alle mutevoli esigenze imposte dall'attivita' di
repressione continuamente svolta dall'autorita' giudiziaria e
dalla polizia giudiziaria''.
La mafia sta ponendo in essere continui tentativi volti a
ristrutturare e fare risorgere le strutture di governo
dell'organizzazione criminale, pesantemente colpite dalle
iniziative investigative e processuali dell'ultimo decennio.
Intanto le organizzazioni mafiose si stanno ristrutturando
e riorganizzando, mantenendo intatte le capacita' di
vitalita' e estrema pericolosita'. Quindi, si conclude, ''non
ci si puo' illudere sul fatto che lo Stato, approfittando
della sua momentanea debolezza, possa piu' agevolmente e
definitivamente sconfiggerla''.
Sempre secondo la Dna la mafia sembra ormai ''aver
attraversato e superato, sia pure non senza conseguenze sulla
sua operativita', il difficile momento storico dovuto alla
fruttuosa opera di contrasto dello Stato ed aver recuperato
un suo equilibrio''.
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