
(ASCA) - Roma, 21 gen - ''Le liberalizzazioni non si fanno
sulla pelle dei lavoratori e quindi io dico che la nostra
agenda non puo' essere quella del governo Monti''. Lo afferma
il segretario economico del Pd, Stefano Fassina, parlando
all'Assemblea nazionale del Pd alla Fiera di Roma.
''In questa seconda fase noi abbiamo la nostra agenda, e
solo con un profilo culturale autonomo possiamo fare del Pd
un partito in grado di costruire una alternativa vera''. Per
Fassina ''la sfida vera per il lavoro si gioca a Bruxelles e
a Francoforte pero' noi possiamo prendere decisioni
complementari importanti a livello nazionale''. Innanzitutto,
spiega, ''il costo del lavoro: quello precario deve costare
piu' di quello stabile''. Quindi la ''retribuzione oraria
minima che deve essere garantita da chi e' fuori del
contratto nazionale''.
Fassina immagina ''non un contratto unico ma un contratto
'a vocazione maggioritaria' che tenda ad includere sempre di
piu'''. Un contratto costituito ''da un periodo di prova con
una retribuzione crescente ed incentivi alla
stabilizzazione''.
Infine un avvertimento a Monti: ''Non si deve giocare
sulla pelle dei lavoratori'' altrimenti si fa ''una corsa
verso il basso''. Fassina si riferisce alla possibilita'
prevista dal decreto sulle liberalizzazioni di ''derogare in
alcuni ambiti dal contratto nazionale''.
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