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Lega Nord: Maroni, non sono Bruto, non accoltellero' mai Bossi

Lega Nord: Maroni, non sono Bruto, non accoltellero' mai Bossi

18 Gennaio 2012 - 16:03

(ASCA) - Roma, 18 gen - ''Sono un barbaro sognante. E' una metafora, questa, presa in prestito dallo scrittore irredentista triestino Scipio Slataper. Mori' nella battaglia del Podgora, durante la Prima guerra mondiale. Ma prima riusci' a scrivere un breve e spirituale romanzo, Il mio Carso''. Cosi' Roberto Maroni in un colloquio con il settimanale Panorama, in edicola da domani.

''Non mi interessa avere posizioni di potere, ne ho avute anche troppe'', aggiunge Maroni, ma ''voglio invece dedicarmi alla Lega, in difficolta' per diverse ragioni: voglio rafforzare l'identita' del partito in cui sono nato e in cui, sia chiaro, voglio morire. Ma la Lega deve cominciare a ragionare con la testa''.

E il caso Cosentino? ''La questione per me e' chiusa. Ho votato secondo coscienza. Non si e' trattato di un voto contro il Pdl o Silvio Berlusconi, che stimo, ma di una decisione presa dalla segreteria federale che poi e' stata modificata da Umberto Bossi. Io ho preferito mantenere la mia coerenza verso i principi di legalita'''.

Quanto a quella che lui stesso definisce la ''fatwa'' lanciata dl segretario federale nei suoi confronti, ''la reazione spontanea della base del partito mi ha dato il coraggio di andare avanti e di non mollare. Ma io non sono Bruto, non accoltellero' mai Bossi'', assicura Maroni. ''A lui sono legato da una profonda amicizia. Ma ormai molti vedono in me un simbolo per riportare la Lega al suo progetto originario - continua Maroni -. Credo sia davvero arrivata l'ora di aprire una stagione di congressi per rinnovare la classe dirigente. Ci vogliono tutti quarantenni, capaci di far superare le difficolta'''.

com/vlm




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