
(ASCA) - Roma, 11 feb - ''In fase recessiva occorre tenere
collegati i lavoratori al loro posto di lavoro. Ci vogliono
gli ammortizzatori''. E' quanto si legge nell'anticipazione
di un articolo del segretario generale della Uilm, Rocco
Palombella, per il giornale metalmeccanici di Bergamo UILM
notizie.
''I giovani devono prendere in mano il loro futuro,
conquistarlo con dedizione, competenza abnegazione; facendo
leva su capacita' e merito. Perche' in un momento in cui si
procede per giudizi sommari ed analisi globali non siamo
tutti uguali. Se affermiamo questo concetto, pero' - prosegue
Palombella -, dobbiamo aspirare ad un posto professionale che
permetta di esprimere il meglio che siamo per il piu' lungo
tempo possibile. Posto fisso? Magari, ma l'offerta in questo
senso latita, soprattutto per i giovani. Ecco, perche' un
giovane che studia, si prepara e lavora deve puntare a
rendere stabile la sua posizione, arricchendola di
prestazioni ulteriori come la formazione e l'aggiornamento
costante. Quando sara' arrivato ad un punto di tale
specializzazione che sara' in grado lui di licenziare il
datore di lavoro, allora potra' lasciare quel posto fisso per
approdare ad un altro. Ma la realta' non e' cosi', o
perlomeno non lo e' per la stragrande maggioranza di chi
cerca di entrare nel mondo del lavoro.
Il lavoro non c'e': e' difficile trovarlo, sempre piu' facile
perderlo. Occorre, in una fase recessiva come quella che
stiamo vivendo tenere collegati i lavoratori al loro posto di
lavoro mediante adeguati ammortizzatori sociali, perche' chi
perde oggi il lavoro difficilmente riesce a rientrare nel
circuito professionale. Questo stato di cose il governo lo
deve tener presente''.
''Ancora soffriamo gli effetti della riforma pensionistica
che, solo dopo esser stata annunciata ai sindacati, e' stata
approvata per decreto in Consiglio dei Ministri il giorno
seguente. E' stata una prova di forza con effetti dolorosi
per chi lavora in fabbrica: lo slittamento dell'eta'
pensionabile per chi compie lavori usuranti e' un prezzo che
si paga doppio. Il governo - conclude Palombella - non potra'
comportarsi allo stesso modo nella riforma del mercato del
lavoro se vorra' un' intesa condivisa entro il mese di
marzo''.
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