
(ASCA) - Roma, 10 lug - Le parole di Napolitano ''sono utili
per portare tutta la questione nelle sedi istituzionali in
modo trasparente, alla luce del sole cosi' che si capisca con
chiarezza chi vuole fare la legge elettorale e chi non vuole
farla''. Lo afferma, in una intervista a Repubblica, il
capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, il giorno
dopo l'intervento del Presidente della Repubblica.
Franceschini avverte pero' che ''se c'e' ancora melina noi
ci presenteremo in aula con la nostra proposta''. Certo,
''servono i numeri e tra le parole e i fatti del Pdl c'e' al
momento una distanza enorme''.
Sulla possibilita' di un ritorno alle preferenze,
Franceschini e' perplesso. ''Sono belle cose da dire e
drammatiche da applicare - dice - non viviamo nel mondo delle
favole, l'ultima volta che si voto' alle politiche con le
preferenze fu nel 1992: i miliardi spesi in quelle campagne
elettorali sono finiti in buona parte nell'inchiesta di
Tangentopoli. Le preferenze comportano costi elevatissimi,
con tutti i rischi che ne conseguono. Non a caso, in nessun
grande Paese d'Europa si vota con le preferenze, ne' in
Spagna, ne' in Francia, ne' in Germania, ne' in Inghilterra.
La via maestra sono i collegi uninominali che consentono agli
elettori di scegliere la persona da cui far rappresentare il
proprio territorio''.
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