(ASCA) - Roma, 22 feb - ''La soluzione proposta e' quella che
abbiamo richiesto fin dall'inizio del negoziato: la risposta
della Corte potrebbe essere utile ma non sara' tempestiva,
visto che non si avra' prima di due anni''. Cosi' il
capodelegazione Idv al Parlamento europeo Niccolo' Rinaldi
commenta la decisione della Commissione Ue di adire la Corte
di Giustizia europea sull'accordo commerciale
anticontraffazione Acta.
''Comunque, anche se la Corte dichiarera' la
compatibilita' con i Trattati'', spiega Rinaldi, ''il
problema e' l'implementazione che potrebbe attuarsi nei
singoli Stati membri. E' un bene che non ci sara' una
risposta veloce: abbiamo infatti bisogno di tempo per
dibattiti e studi per valutare Acta. Il dubbio di questo
Trattato viene per la promiscuita' di abbinare la lotta alla
contraffazione e quello che diventa un abuso della proprieta'
intellettuale in Internet. Piuttosto, e' da condannare -
conclude l'esponente Idv - il comportamento di quei governi
che prima hanno dato mandato alla Commissione di negoziare
Acta e poi deciso di concludere l'accordo il 16 dicembre
scorso a Bruxelles. Mentre ora tutti si nascondono dietro
l'Ue e la Commissione''.
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