(ASCA) - Milano, 12 lug - Ha preso il via con oltre un'ora e
mezza di ritardo l'assemblea di Impregilo richiesta dal socio
Pietro Salini per la revoca dell'attuale consiglio di
amministrazione e la nomina di un nuovo board. Uno
slittamento dovuto alla grande affluenza e in particolare
alle procedure necessarie per la registrazione delle deleghe
di voto.
L'imprenditore romano contesta agli attuali consiglieri
risultati deludenti. Tuttavia Pietro Salini e il suo
avversario Beniamino Gavio si sono stretti calorosamente la
mano all'avvio dei lavori.
Dalla lettura del libro soci effettuata dal presidente
Fabrizio Palenzona emerge che Salini ha aumentato
ulteriormente la propria partecipazione nel capitale di
Impregilo, pari ora al 29,949% (contro il 29,3 detenuta in
precedenza), poco sotto il limite del 30% superato il quale
scatterebbe l'obbligo di lancio dell'Opa. Vicino al tetto del
30% anche Igli, holding che controlla il gruppo Gavio,
titolare di una quota del 29,959%. La quota rappresentata in
assemblea dal Fondo Amber, infine, e' pari al 7,261%, anche
se secondo alcuni fonti il fondo statunistense avrebbe
incrementato la propria parteicipazione fino all'8,47%.
All'assemblea e' presente in sala, in proprio o per
delega, il 78,7% del capitale del general contractor
milanese.
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