
(ASCA) - Roma, 17 ago - Si tenta di trovare una soluzione al
complicato puzzle dell'Ilva. Sono previsti oggi a Taranto,
dalle 11.30 alle 16, i vertici tra i ministri Corrado Clini
(Ambiente) e Corrado Passera (Sviluppo economico) con le
autorita' locali, a iniziare da Nichi Vendola, governatore
della Puglia, e i parlamentari di Pdl, Pd, Udc e Fli fino al
vescovo della citta'. In calendario, nella sede della
Prefettura, anche il colloquio con Bruno Ferrante, presidente
dell' Ilva.
''Il maggiore impegno di questi giorni e' quello di
evitare la chiusura senza ritorno dell'Ilva di Taranto'', ha
dichiarato Passera al settimanale ''Oggi''. Ma non sara'
facile raggiungere l'obiettivo. Ieri all'Ilva ci sono state
due ore di sciopero, dalle 10 alle 12, proclamate da Fim e
Uilm contro gli sviluppi giudiziari della vicenda di
inquinamento ambientale da parte dello stabilimento
siderurgico.
E' stata la terza giornata di iniziative indette da Fim e
Uilm, a cui la Fiom non ha aderito perche' ritiene che
abbiano come controparte polemica la magistratura che ha
decretato la chiusura dei reparti piu' inquinanti. I
metalmeccanici della Cgil pensano invece che alla
magistratura vada riconosciuto il merito di aver puntato
l'indice sulla contraddizione tra salvaguardia ambientale e
inquinamento industriale.
Enzo Mangini, questore di Taranto, ha intanto vietato per
oggi lo svolgimento di manifestazioni e cortei, oltre alla
sosta dei veicoli, nei pressi della Prefettura e nelle aree
circostanti per evitare di disturbare gli incontri dei
ministri Passera e Clini. Sono tuttavia confermate due
manifestazioni che si dovrebbero svolgere in prossimita'
della zona dichiarata ''rossa''. La prima e' promossa dal
Comitato lavoratori e cittadini liberi e pensanti (vi hanno
aderito alcune delle associazioni che da anni si battono a
Taranto contro l'inquinamento dell'Ilva, tra queste Peacelink
e Donne per Taranto). La seconda manifestazione e' promossa
da Legambiente.
''La citta' di Taranto non vuole piu' parole ma fatti
concreti. Dall' incontro con i ministri ci attendiamo
risposte concrete. Noi vogliamo sapere quando inizieranno le
bonifiche e quando alla citta' di Taranto sara' riconosciuta
la sofferenza che ha subito in questi anni. Vogliamo meno
parole e piu' fatti'', dichiara intanto a SkyTg24 Ippazio
Stefano, sindaco di Taranto, che aggiunge: ''Ogni ordinanza
da me firmata in passato e' stata vanificata perche' il Tar
le ha bocciate''. Anche questa mattina, dai microfoni di
Radio 1, Stefano ha auspicato il raggiungimento di un accordo
che bonifichi gli impianti senza sospendere la produzione.
Su ''Repubblica'' di oggi Stefania Prestigiacomo, ex ministro
dell' Ambiente, smentisce che il suo dicastero abbia subito
delle pressioni - come emergerebbe da alcune intercettazioni
telefoniche - affinche' fossero concessi all'Ilva i
riconoscimenti dei vincoli ambientali per la propria
produzione. A questo proposito, il ministro Clivi precisa a
Tgcom24: ''Quello che posso dire e' che l'autorizzazione
integrata ambientale e' stata rilasciata il 4 agosto 2011 dal
ministro Stefania Prestigiacomo ed e' stata condivisa con il
presidente della Regione Puglia e naturalmente con il
ministro dello Sviluppo economico di allora''.
Il ministro dell'Ambiente conferma la posizione del
governo di non contrapporsi alle decisioni della
magistratura: ''Nessun decreto in vista da parte del governo
sull'Ilva, stiamo seguendo la strada maestra prevista dalla
legge. Il 30 settembre chiudiamo la procedura per rilasciare
l'autorizzazione integrata ambientale. Se Ilva accetta le
prescrizioni che daremo, gli impianti potranno continuare a
essere eserciti. Se non li accetta, dovremo ricorrere ad
altre soluzioni''.
Quanto alla bonifica, Clini ribadisce: ''E' a carico
dell'azienda, non ci sono dubbi al riguardo. E' una norma
europea, mi sembra che l'Ilva abbia ben chiaro questo
problema''.
In attesa che oggi i ministri Passera e Clivi avanzino una
proposta di mediazione, si e' appreso che sara' discusso il
28 agosto ''l'incidente di esecuzione'' proposto dall'Ilva
per far dichiarare al tribunale di Taranto l'incompetenza
funzionale del gip Patrizia Todisco. Il 10 e l' 11 agosto il
gip aveva ordinato all'Ilva di fermare gli impianti dell'
area a caldo sotto sequestro da fine luglio e ha estromesso
Ferrante, presidente dell'Ilva, dall'incarico di ''custode''
ritenendolo incompatibile.
Gli avvocati dell'Ilva hanno fatto appello contro le due
ordinanze. Se ne discutera' in tribunale il prossimo 18
settembre. Le ordinanze sono ritenute dall'Ilva ''abnormi'' e
frutto di ''usurpazione dei poteri'' propri del tribunale del
Riesame, che il 7 agosto ha pero' confermato il sequestro
consentendo l'utilizzo degli impianti solo in funzione dell'
eliminazione dei pericoli per salute e ambiente.
gar/red
