
(ASCA) - Roma, 18 ago - ''La passerella di ieri dei ministri
del governo a Taranto e' stata una melina che ha avuto solo
come effetto quello di riconsegnare ai lavoratori dell'Ilva e
ai cittadini una situazione ingestibile''. Lo affermano in
una nota congiunta il presidente dell'Italia dei Valori,
Antonio Di Pietro, e il responsabile lavoro e welfare del
partito, Maurizio Zipponi.
''La vicenda dell'Ilva, come al solito, - continuano Di
Pietro e Zipponi - e' stata buttata in politica e le cifre
sbandierate fanno parte della serie: ''vendere fumo', la
pratica tanto nota ai vertici dell'acciaieria. Non si puo'
piu' giocare sulla pelle dei lavoratori, ne' tantomeno
barattare il diritto alla salute con quello al lavoro. La
legge va applicata, i magistrati devono lavorare serenamente,
eventuali corrotti devono essere colpiti e l'intero ciclo
siderurgico necessita di un radicale intervento tecnologico.
Aspetti che non sono stati minimamente affrontati dai
ministri, perche' al tavolo del confronto mancavano i veri
esperti: gli ingegneri, gli impiantisti e le societa'
specializzate per la bonifica e la messa in sicurezza''.
Di Pietro e Zipponi concludono: ''L'Italia deve restare il
secondo produttore d'acciaio d'Europa e l'Ilva di Taranto
deve produrre con il ciclo completo, ma servono massicci
investimenti in tecnologia, tempi certi per la realizzazione
di nuovi impianti e la messa a disposizione, da parte della
famiglia Riva, di una parte dei profitti realizzati in questi
anni. L'azione dei giudici, sostitutiva all'inefficienza e
all'inettitudine delle istituzioni, non e' solo un atto di
coraggio, ma indica anche una lungimirante politica
industriale e mai, come questa volta, giudici e lavoratori
sono dalla stessa parte''.
com-ceg
