(ASCA) - Citta' del Vaticano, 29 ott - Iran e Santa Sede sono
due Paesi che hanno molto in comune in virtu' della loro
''specificita' in senso religioso'' e che possono collaborare
ad ampio raggio sullo scacchiere internazionale con
''posizioni comuni nella lotta contro l'ateismo, il
materialismo, l'idolatria, i mali morali e sociali,
l'oppressione, l'ingiustizia'', nonche' ''l'atteggiamento
critico verso le politiche aggressive e oppressive di nefasti
sistemi prevaricatori'': lo afferma il neo-ambasciatore della
Repubblica Islamica presso la Santa Sede, Ali Akbar Naseri,
nel discorso rivolto questa mattina a papa Benedetto XVI in
occasione della presentazione delle sue lettere credenziali.
Per Naseri, il pontefice ''sa bene'' che ''la corruzione
morale, le difficolta' e le insicurezze sociali, la
diffusione della poverta' e delle malattie, la guerra, la
violenza, le stragi, l'uso delle armi di distruzioni di
massa'', cosi' come le ''interessate aggressioni militari di
potenze arroganti'' e la ''eliminazione di centinaia di
migliaia di esseri innocenti e inermi'' sono tra le ''tante
tragedie che oggi affliggono l'uomo''. Allo stesso tempo,
prosegue il neo-ambasciatore, e' ''buona cosa'' che ''il
mondo attuale, avendo profondamente compreso la gravita' di
questi flagelli e le conseguenze nefaste dell'allontanamento
dalla fede, frsutrato e disingannato da una vita unicamente
materialistica e deluso dalle dottrina e dagli attuali 'ismi'
politici, sociali ed economici, si si sia nuvoamente rivolto,
fiducioso, alla religione''.
Nel suo ampio discorso, Naseri ha anche trasmesso al
pontefice i saluti del presidente Ahmadinejad e il suo
apprezzamento per l'impegno di Benedetto XVI per diffondere
''l'amore, la giustizia, il rifiuto dell'oppressione e la
difesa dei tiranneggiati'', e ha chiesto la collaborazione
del Vaticano contro la diffusione dell'islamofobia in
Occidente.: ''Mi e' propizia l'occasione - ha detto - per
richiamare l'attenzione di Sua Santita' su alcuni punti'', ha
osservato citando in prima battuta l'islamofobia. Purtroppo a
motivo di tendenziosita' politiche l'islamofobia si e'
diffusa in Occidente e questo nonostante l'Islam si annoveri
tra le religioni rivelate e annunci felicita', clemenza, pace
e liberta'''. In Iran, ha concluso, i cristiani ''hanno
sempre goduto di rispetto e in quanto tali godono di tutti i
diritti derivanti dalla loro cittadinanza'' e nel Paese vi e'
una ''democrazia'' consolidata da trent'anni di governo e in
occasione delle recenti elezioni presidenziali ''vi e' stata
un'epica partecipazione popolare pari all'85% degli aventi
diritto al voto''.
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