(ASCA) - Roma, 8 mag - ''Qualsiasi respingimento in mare lede
il diritto d'asilo. Ma se non affrontiamo seriamente il tema
della richiesta d'asilo le violazioni dei diritti umani si
moltiplicheranno. Bisogna dare ai richiedenti asilo la
possibilita' di presentare la domanda nei Paesi di transito,
distribuendo poi gli ingressi nei diversi Paesi europei''. E'
quanto ha dichiarato al Sir, l'Agenzia promossa
dall'Episcopato italiano, Le Quyen Ngo Di'nh, presidente
della Commissione migrazioni di Caritas Europa e responsabile
dell'area immigrati della Caritas di Roma, intervenendo sulla
vicenda del respingimento in Libia di una barcone con 227
immigrati.
''Non possiamo tollerare che le persone rischino la vita,
siano torturate e che l'85% delle donne che arrivano a
Lampedusa siano state violentate - ha affermato Ngo Di'nh -.
E' una vergogna. Anche perche' hanno gia' subito delle
persecuzioni nei rispettivi Paesi. Bisogna trovare un sistema
che consenta in maniera effettiva almeno una preliminare
richiesta d'asilo''.
Facendo riferimento ai primi respingimenti di ieri verso
la Libia il responsabile dell'organismo ecclesiale ha
aggiunto: ''e' un evento storico ma nel senso negativo del
termine. Cio' che ha fatto l'Italia e' sicuramente lesivo del
diritto d'asilo. Il problema e' che la Libia non ha nemmeno
firmato la Convenzione di Ginevra del '91. Non dobbiamo
essere ipocriti e non riconoscere che quando si parla di
pattugliamenti alle frontiere queste situazioni rischiano di
proliferare''.
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