(ASCA) - Roma, 23 giu - L'Amarone nel mondo e' sinonimo di
eccellenza qualitativa, di inarrivabile capacita' di un
territorio, il Veneto, e dei suoi produttori di interpretare
in maniera sempre attuale il frutto di vitigni autoctoni,
antichi e generosi, storicamente capace di esprimere un
grande vino. Questo ha voluto esprimere l'enologo Emilio
Fasoletti, direttore del Consorzio di tutela del Vino
Valpolicella, nel seminario organizzato dall'ICE a Bordeaux
in occasione di Vinexpo 2009, presentando una gamma di
Amarone in grado di confermare il ruolo di leader a livello
mondiale che questo vino ha assunto lasciando al tempo stesso
intravvedere inesauribili risorse espressive. L'Amarone si
presenta oggi come una grande realta' di successo con una
produzione complessiva di circa 8,5 milioni di bottiglie di
cui oltre il 70% collocate sui piu' prestigiosi mercati
internazionali. L'ICE ha voluto con questo seminario
presentare l'altra faccia del vino veneto: dopo quella
frizzante e spensierata del Prosecco, quella solida e
riflessiva dell'Amarone, espressioni di anime e di territori
diversi che trovano nel mondo moderno opportunita' di
interpretazioni sempre nuove.
Sempre al Vinexpo di Bordeaux, l'Ice ha promosso un
seminario sul ruolo di monasteri e abbazie nella storia del
vino. Luoghi per la coltivazione dello spirito ma anche per
la conservazione della cultura e per lo sviluppo
dell'economia: questo hanno rappresentato i monasteri e le
abbazie nella storia d'Europa fin dall'inizio della
cristianita'. Il vino come componente della liturgia e'
diventato anche elemento profano di convivialita' e di
sviluppo economico del territorio. In questi centri
monastici, che hanno svolto un ruolo fondamentale per la
conservazione della cultura, il vino e' entrato a pieno
titolo come componente nobile di un sapere antico.
Benedettini, il cui motto programmatico era ''ora et
labora'', e Cistercensi sono gli ordini monastici ai quali
si possono attribuire i piu' grandi meriti per la
perseveranza nella coltivazione della vite. E' dunque grazie
ai Benedettini di Muri-Gretis, agli Augustini di Novacella e
ai Cistercensi di Spanna se al Vinexpo 2009 di Bordeaux si
sono potuti degustare i vini di questi monasteri, presentati
da Raoul Salama, direttore della rivista Revue des Vins de
France, che non ha mancato di far apprezzare le sfumature
derivanti dalla cura certosina e dalla meticolosa ricerca di
genuinita' e di conservazione dei profumi e dei sapori del
frutto della vite. Dopo la caduta dell'Impero Romano nel 450
D.C. grazie ai monaci delle abbazie e dei monasteri italiani
ed europei la vigna ha potuto conservarsi e svilupparsi
attraverso il mondo frammentato del feudalesimo diffondendo
questa conoscenza nei territori circostanti.
red/did/alf
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