I(ASCA) - Citta' del Vaticano, 29 gen - ''Oggi possiamo
finalmente guardare alla figura di Galileo e riconoscervi il
credente che tento' di conciliare i risultati delle sue
ricerche scientifiche con i contenuti della fede cristiana'':
lo ha detto mons. Gianfranco Ravasi, presidente del
Pontificio Consiglio della Cultura, durante la conferenza
stampa di presentazione delle iniziative della Santa Sede per
l'anno dell'astronomia.
Nel suo intervento, mons. Ravasi ha sottolineato il legame
che da sempre esiste tra l'astronomia, ovvero studio del
cielo, e la religione. ''Esiste un vincolo stretto - ha
ricordato - tra la contemplazione del cielo stellato e la
religione. In quasi tutte le culture e civilta',
l'osservazione del cielo e' impregnata di un senso
profondamente religioso. Nei movimenti dei pianeti e
nell'ordinata rotazione della volta celeste gli uomini hanno
cercato risposta ai loro piu' profondi interrogativi. Anche
la Bibbia conserva le tracce di questa antica sapienza che
sottolinea, dalle prime pagine della Genesi, la forza
creatrice di Dio''. ''Nella storia della Chiesa, l'astronomia
ha avuto un ruolo privilegiato'', ha quindi concluso.
E proprio sul caso Galileo - protagonista dell'Anno
dell'Astronomia indetto dall'Onu - Ravasi ha annunciato che a
fine marzo uscira' un volume, frutto di una commissione di
studio istituita da Giovanni Paolo II, che riesamina a fondo
il Caso Galileo e ''rimuove gli ostacoli per un sereno
confronto tra la scienza e la fede''.
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