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Foibe: Fini, ricordare tragedia per evitare che si ripeta

Foibe: Fini, ricordare tragedia per evitare che si ripeta

10 Febbraio 2012 - 12:21

(ASCA) - Roma, 10 feb - ''Nel celebrare il Giorno del Ricordo non posso fare a meno di rammentare che la memoria delle foibe e dell'esodo non e' stata per lungo tempo considerata, in sede ufficiale, una memoria condivisa. Per troppi anni, come ben sappiamo, la tragedia vissuta dagli italiani delle terre adriatiche e' stata oggetto di una voluta rimozione''.

Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, inaugurando a Montecitorio nella Sala della Lupa l'esposizione 'Esodo e Foibe: i nomi e i volti' in occasione del Giorno del Ricordo della tragedia delle genti Giuliane, Istriane, Fiumane e Dalmate.

''Quell'ingiusto vuoto nella memoria storica condivisa ha costituito a lungo un fattore di ostacolo al processo di pacificazione nazionale e di ricomposizione del tessuto etico-culturale del Paese, contribuendo ad approfondire il senso della divisione ideale e politica avvertito dagli italiani nei decenni dell'ideologismo e della guerra fredda.

A farne direttamente le spese - continua Fini - sono stati innanzi tutto gli esuli, che spesso non ricevettero, da parte dell'Italia ufficiale, quell'abbraccio fraterno e solidale in cui avevano sperato e cui avevano diritto. Furono spesso accolti con indifferenza e, in numerosi casi, con ostilita'.

Molte famiglie vissero per lungo tempo - anche fino a dieci anni- negli oltre cento campi di raccolta disseminati nella Penisola. E vissero in condizioni difficilissime, in totale emergenza e assoluta provvisorieta'''.

''Quella pagina di storia strappata e' stata ricucita nella memoria nazionale dalla legge istitutiva della ricorrenza che oggi onoriamo. L'istituzione del Giorno del Ricordo e' stata decisa con un voto a larghissima maggioranza del nostro Parlamento. E' una circostanza che dimostra la significativa maturazione avvenuta nella coscienza politica e civile dell'Italia sul grande tema della storia condivisa.

Occorre pero' continuare ad approfondire questo spirito di ritrovata coesione e sereno riconoscimento del passato; occorre farlo per rafforzare il sentimento dell'identita' nazionale e per affermare in modo sempre piu' compiuto i valori della pace e della dignita' umana sanciti dalla Costituzione e dai trattati europei'', aggiunge Fini.

''E' mia convinzione che la capacita' del nostro popolo di conservare la propria identita' storica la si riconosca anche e soprattutto dal suo senso di unita', di fratellanza e di condivisione nella rievocazione delle pagine storiche piu' tristi e dolorose. Dall'esperienza del dolore occorre saper trarre quella coesione dei cuori e quella comunita' dei sentimenti che rafforza la coscienza di Patria, nel senso letterale del termine intesa come 'terra dei padri', e rappresenta un fattore di educazione permanente ai valori civili della Nazione, alla cui quotidiana affermazione devono concorrere, con impegno e convinzione, tutti gli italiani.

Senza alcuna distinzione geografica, culturale e politica'', conclude Fini.

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