(ASCA) - Palermo, 12 lug - La Regione siciliana ottiene una
pronuncia favorevole dalla Corte Costituzionale sul
federalismo fiscale ed un riconoscimento delle prerogative
dello Statuto Speciale. Con la sentenza n. 178 depositata
ieri, la Corte ha riconosciuto l'illegittimita'
costituzionale delle norme (art.37, comma 1 secondo periodo e
29, comma 1 lett. k) del decreto legislativo n.118 del 2011
relative alle disposizioni in materia di armonizzazione dei
sistemi contabili in attuazione della legge sul Federalismo
fiscale (legge n. 42/2009).
In particolare, le norme impugnate prevedevano
l'applicazione della normativa in questione alle Regioni a
Statuto Speciale, decorsi sei mesi dall'entrata in vigore
dello stesso Decreto legislativo, laddove non fossero stati
tempestivamente definiti dalle Commissioni paritetiche delle
Autonomie differenziate le norme di attuazione. La Corte
Costituzionale, accogliendo la tesi della Sicilia, della
Valle d'Aosta, del Friuli Venezia Giulia e delle province
autonome di Trento e Bolzano, ha ribadito l'orientamento gia'
emerso dalle precedenti pronunce che incentra sul negoziato
tra Stato e Regione la sede ineludibile per l'attuazione del
Federalismo fiscale nelle Regioni speciali a tutela delle
prerogative costituzionali riconosciute dagli Statuti.
Conseguentemente e' risultata incostituzionale una norma che
prevedeva un'applicazione automatica di disposizioni ''che si
applicano agli Enti ad Autonomia differenziata non in via
diretta ma solo se recepite tramite le speciali procedure
previste per le norme di attuazione statutaria''.
''E' la quarta volta che la Sicilia ottiene ragione dalla
Corte Costituzionale sul Federalismo fiscale - precisa
l'Assessore per l'Economia, Gaetano Armao - e la terza solo
nel 2012 (sentenze nn.64,71 e 178 del 2011).
Abbiamo sempre affermato la tesi che il Federalismo fiscale
puo' applicarsi in Sicilia solo attraverso il negoziato
aperto con lo Stato, per l'attuazione dell'autonomia
finanziaria riconosciuta dallo Statuto, i cui lavori stanno
procedendo speditamente; ogni 'scorciatoia' tentata per
aggirare le prerogative regionali, alla quale la Regione ha
resistito in giudizio, e' stata censurata dalla Corte
Costituzionale. Si puo' aggiungere che gli orientamenti che
emergono dal questa giurisprudenza fanno ben sperare
sull'esito positivo degli altri giudizi instaurati di fronte
la Corte, che sono ben otto''.
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