(ASCA) - Roma, 7 lug - ''Difendo la legge 40 perche' ho
sempre pensato che i figli debbano nascere dall'incontro di
un uomo e di una donna, ovvero di due persone che si assumano
la responsabilita' di mettere al mondo una persona. Ma so
anche che in giro per il mondo, invece, si possono comprare i
fattori della produzione, perche' oggi si puo' assemblare un
figlio, si puo' comprare il seme, selezionato da un donatore,
che magari con lo stesso seme mette al mondo centinaia di
figli, si possono affittare gli uteri e, quindi, si puo'
mettere assieme, come fosse una macchina, un essere umano''.
Lo ha detto il senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio con deleghe alla Famiglia e
alle Politiche contro la Droga, nel corso di un'intervista a
KlausCondicio.
Per Giovanardi i rischi connessi a tutto cio' sono
molteplici. ''Quando le cose vanno bene, nel senso che non
nascono impicci, fila tutto liscio, ma, quando poi le cose
vanno male, perche' ci sono disconoscimenti, perche' chi ha
affittato l'utero magari vuole tenersi il bambino oppure
perche' il bambino nasce con dei difetti e nessuno lo vuole,
oppure ancora perche' la coppia omosessuale che l'ha ordinato
poi non lo vuole piu', ci accorgiamo in un sol colpo, con
meraviglia e con stupore, di quanto degrado ci possa essere
all'interno di queste pratiche e di quanto sia immorale
giocare con la cosa piu' importante per un bambino: avere
l'amore di una famiglia, avere un padre, una madre, avere un
proprio equilibrio psicologico che cresce con la sua
identita' e con la sua certezza di sapere chi e', cosa che e'
un diritto che il nostro ordinamento riconosce''.
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