(ASCA) - Roma, 28 apr - ''Le notizie che si susseguono
sull'influenza suina rischiano di provocare una psicosi
collettiva che, oltre ad avere conseguenze sui consumi, puo'
innescare pericolose speculazioni da parte di chi vuole
sfruttare l'allarme, peraltro infondato, per compiere veri
atti di sciacallaggio commerciale. A pagarne le conseguenze
sarebbero soprattutto gli allevatori ai quali gia' sono stati
richieste diminuzioni sui prezzi del maiale sulla base di un
fantomatico calo delle vendite''. A sottolinearlo e' la
Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale e'
necessaria una chiara informazione per evitare paure tra i
consumatori che, in passato (vedi le vicende della Bse e
dell'aviaria), hanno causato danni ingenti su tutta la
filiera agroalimentare.
''Pericoli in Italia - ripete la Cia - non ci sono. I
nostri allevamenti sono sicuri e poi, come hanno affermato
autorevoli organizzazioni scientifiche mondiali, il virus
responsabile dell'epidemia in Messico non si trasmette
mangiando carne di maiale. Quindi, ogni paura e' fuori luogo
e gli allarmismi lanciati vengono da parte di chi vuole
unicamente speculare su questa drammatica vicenda''.
La Cia invita, dunque, i consumatori ad ''acquistare
tranquillamente carne suina fresca e tutti i prodotti di
salumeria che sono assolutamente garantiti sia sotto il
profilo della sicurezza alimentare che della qualita'. E la
risposta da parte dei cittadini, almeno per il momento, e'
stata molto esplicita: le vendite non hanno registrato
flessione e si sono mantenute regolari''.
Per tranquillizzare maggiormente i consumatori, la Cia
rinnova l'invito al governo di ''estendere in tempi
brevissimi anche al settore suino l'etichetta d'origine''.
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