(ASCA) - Roma, 3 feb - ''La pirateria sta mettendo a rischio
il mercato nascente degli ebook in Italia, non possiamo non
combatterla''. E' questo l'allarme lanciato dal presidente
dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo che
per la prima volta esce allo scoperto fornendo i dati
ufficiali dell'Ufficio antipirateria degli editori.
Il fenomeno: su 25 best seller in classifica la scorsa
settimana, il 75% circa e' gia' piratato in rete - Oggi, a
fronte di 19mila ebook disponibili a fine 2011 (erano 1.619 a
fine 2009), circolano, secondo stime prudenziali,15mila
titoli in versione pirata.
Ma non e' finita qui: in base all'ultima classifica IBS.it
dei 25 titoli piu' venduti della scorsa settimana (l'excel e'
in allegato), 17 sono gia' disponibili in modo legale in
versione ebook (quasi il 70%), 19 hanno gia' versioni pirata
(76%). Questo ''tasso di pirateria'' non cambia tra i libri
per cui esiste una versione legale (si trova quella pirata
nel 76,5% dei casi) e quelli per cui non esiste (75%).
''Il mercato digitale - ha spiegato Polillo - si puo'
sviluppare solo se gli autori e gli editori conserveranno il
diritto di sfruttare anche con i nuovi mezzi i contenuti
creati e pubblicati. Per questo restiamo dell'opinione che la
pirateria e' un problema e sottolineiamo il suo peso nel
mercato editoriale italiano, non meno di quanto avviene per
il resto dell'industria culturale. Se la pirateria non sara'
limitata, il mercato digitale semplicemente non potra'
svilupparsi, con grave danno soprattutto per i lettori. Se
gli investimenti che le imprese stanno oggi facendo non
avranno un loro ritorno, infatti, il rischio e' che il
mercato muoia sul nascere''.
''In nessun caso - chiarisce il presidente degli editori -
la tutela del diritto d'autore deve dar vita alla
possibilita' di censure preventive di quanto viene pubblicato
in rete. Pensare d'altro canto che gli editori siano a favore
della censura e' semplicemente un controsenso. Riteniamo che
sia invece possibile individuare tecniche equilibrate che, al
contrario, intervengano ex post su quanto viene pubblicato e
che conducano alla rimozione immediata di cio' che viola i
diritti d'autore. Cio' richiede il rispetto di un principio
di responsabilita': e' giusto che questa sia esclusa per chi
e' un mero veicolo di un atto illecito commesso da altri,
quando questo avviene realmente a sua insaputa. Altra cosa e'
che un soggetto sostenga che un illecito e' commesso a sua
insaputa quando ne era invece perfettamente al corrente. In
questo senso eravamo favorevoli alla sostanza
dell'emendamento Fava e proponevamo che - alla ricerca di una
soluzione equilibrata - si applicasse semplicemente il testo
della Direttiva europea, che non puo' certo essere accusata
di antidemocraticita'''.
com-rus/alf

