(ASCA) - Bologna, 22 feb - Il graduale scioglimento, in
corso, dei consistenti cumuli di neve non dovrebbe comportare
l'innalzamento del livello dei principali corsi d'acqua oltre
la soglia di attenzione, ne' la riattivazione di movimenti
franosi rilevanti. E', in estrema sintesi, quanto emerso
dalla commissione regionale per la previsione e la
prevenzione dei Grandi rischi dell'Emilia-Romagna, sezioni
idraulica e idrogeologica, presieduta da Demetrio Egidi,
direttore dell'Agenzia regionale di Protezione civile,
riunita per valutare le conseguenze dell'eccezionale ondata
di neve e gelo che ha colpito nei giorni scorsi la regione,
in particolare le province di Forli'-Cesena e Rimini.
La commissione, composta da esperti delle universita' di
Firenze, Bologna e Modena-Reggio Emilia, del centro
funzionale Arpa dei servizi tecnici regionali, del corpo
forestale dello Stato e dei vigili del fuoco, ritiene
improbabile che le conseguenze del maltempo possano causare
criticita' rilevanti di tipo idraulico e idrogeologico, in
particolare nelle province di Forli'-Cesena e Rimini. Gli
esperti hanno infatti valutato che lo scioglimento graduale,
in atto, dei rilevanti cumuli di neve (stimati tra i 100 e i
300 centimetri), considerando anche il progressivo aumento
delle temperature previsto da Arpa e l'assenza di forti
precipitazioni per i prossimi 15 giorni, non dovrebbe causare
l'innalzamento del livello dei principali corsi d'acqua oltre
la soglia di attenzione, ne' la riattivazione di rilevanti
movimenti franosi.
Le abbondanti nevicate hanno contribuito inoltre a creare
una consistente riserva d'acqua soprattutto nel bacino di
Ridracoli, stimata tra i 10 e i 15 milioni di metri cubi,
l'Agenzia regionale di Protezione civile ha stabilito la
cessazione dello stato di attenzione per la crisi idrica.
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