(ASCA) - Citta' del Vaticano, 7 lug - Di fronte alla crisi
alimentare mondiale, ''potrebbe risultare utile considerare
le nuove frontiere che vengono aperte da un corretto impiego
delle tecniche di produzione agricola tradizionali e di
quelle innovative, supposto che esse siano state dopo
adeguata verifica riconosciute opportune, rispettose
dell'ambiente e attente alle popolazioni piu' svantaggiate'':
un'apertura, anche se prudente e velata, che papa Benedetto
XVI fa nei confronti degli organismi geneticamente modificati
(Ogm) nella sua terza enciclica 'Caritas in veritate',
diffusa oggi.
Per affrontare il problema dell'insicurezza alimentare
potrebbe altresi' risultare ''utile considerare le nuove
frontiere che vengono aperte da un corretto impiego delle
tecniche di produzione agricola tradizionali e di quelle
innovative, supposto che esse siano state dopo adeguata
verifica riconosciute opportune, rispettose dell'ambiente e
attente alle popolazioni piu' svantaggiate''.
Infatti, ''sostenendo mediante piani di finanziamento
ispirati a solidarieta' i Paesi economicamente poveri -
scrive Benedetto XVI - perche' provvedano essi stessi a
soddisfare le domande di beni di consumo e di sviluppo dei
propri cittadini, non solo si puo' produrre vera crescita
economica, ma si puo' anche concorrere a sostenere le
capacita' produttive dei Paesi ricchi che rischiano di esser
compromesse dalla crisi''.
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