(ASCA) - Roma, 10 feb - L'anniversario della morte di Eluana
Englaro e' stato un ''brutto giorno'' per l'uso ''politico e
ideologico'' che e' stato fatto della sua vicenda, anche a un
anno di distanza. Lo afferma, in una dichiarazione rilasciata
oggi, la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola
valdese. Le dichiarazioni e gli articoli comparsi ieri
dimostrano, prosegue, ''come la dignitosa e mille volte
motivata scelta di papa' Beppino non sia stata ne' capita ne'
tanto meno rispettata da parte di chi avrebbe preferito
prolungare all'infinito la sopravvivenza puramente tecnica di
una giovane donna che aveva chiesto di morire con dignita'''
Per Bonafede, ''su temi cosi' delicati e' controversi e'
giusto e necessario che si apra un pubblico dibattito che
attraversa le forze politiche, la societa' civile e le
comunita' di fede'' ma non puo' non costernare che,
''piuttosto che partecipare a un dibattito pluralista nel
quale si confrontano pensieri ed etiche differenti, uomini
delle istituzioni e esponenti della chiesa cattolica si siano
buttati, ancora una volta, sul corpo di Eluana. ''Alla fine
della giornata - prosegue -, il bilancio etico e' disastroso:
nessun ragionamento, nessun rispetto, nessuna compassione.
Solo, ancora una volta, giudizi dogmatici, siano essi
teologici o giuridici. In questa battaglia attorno al corpo
di Eluana non e' mai risuonata la parola dell'amore e della
speranza in Cristo''. ''Riesumare un corpo per giudicarlo e
per colpire ancora una volta chi lo ha accompagnato nelle sue
ultime ore - conclude la moderatora della Tavola valdese - e'
una brutta operazione, priva di amore e di compassione. Per
questo io, da credente, sto con papa' Englaro''.
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