(ASCA) - Citta' del Vaticano, 9 feb - La morte di Eluana
Englaro un anno fa, nella casa di riposo 'La Quiete' di
Udine, ''ha lacerato il nostro tessuto sociale, soprattutto
perche' la popolazione non e' stata informata in maniera
corretta'' e costituisce ''una pagina molto triste della
nostra storia: una ragazza gravemente malata, ma viva, e'
stata privata dell'alimentazione, disidratata, esposta,
contrariamente a quanto si dice, a grandi sofferenze e
condotta alla morte''. Lo afferma il presidente della
Pontificia Accademia per la vita, mons. Rino Fisichella, in
un'intervista rilasciata al sito 'ilsussidiario.net' e
ripresa oggi dall'Osservatore Romano. Si tratta dell'unico
articolo che il quotidiano pontificio dedica oggi
all'anniversario.
La vicenda di Eluana, spiega mons. Fisichella, e' stata
''resa ancor piu' triste dalla strumentalizzazione politica a
cui e' stata sottoposta'', mentre, ''a livello giuridico,
dovremmo aver imparato che in un Paese democratico il vuoto
legislativo non si riempie attraverso le sentenze, ma
attraverso l'azione peculiare del Parlamento, che deve
intervenire senza pressioni, per giungere a soluzioni
condivise''.
''Nei prossimi decenni - riflette l'arcivescovo - il
legislatore, la societa' e la Chiesa si troveranno sempre
piu' a confrontarsi e a scontrarsi con problemi di ordine
bioetico.
Tutto cio' e' inevitabile per il progresso della scienza
(medica e genetica) che potra' offrire orizzonti positivi,
nuove risposte al dolore e alla malattia. Allo stesso tempo
pero' aprira' scenari nuovi, che in parte iniziamo a
conoscere e che toccano la vita umana nascente, embrionale,
sulla quale si iniziano a ipotizzare inquietanti processi di
selezione della razza''.
Per il presule, una grande responsabilita' spetta ai
media: ''Se l'informazione non e' coerente con le conoscenze
a disposizione il giudizio delle persone cambia''. ''In
questi giorni - aggiunge- i mezzi di comunicazione danno
finalmente spazio a una notizia scientifica importante: in
Belgio, alcuni medici hanno dimostrato la possibilita' di
verificare l'attivita' cerebrale, anche se minima, delle
persone che si trovano in uno stato cosiddetto vegetativo,
termine che, tra l'altro, non mi sembra corretto. E'
un'espressione non conforme all'oggettivita' dei dati
clinici, e' falsificante e fuorviante''.
''I cattolici - sottolinea poi il presule vaticano - hanno
un grande compito: creare il piu' possibile consenso intorno
a delle tematiche che, proprio perche' vengono ritrovate e
scoperte nel loro fondamento etico di una legge naturale,
sono patrimonio di tutti al di la' delle differenze
culturali, religiose e politiche che si vengono a creare
successivamente''.
Quanto alle prossime elezioni regionali, l'arcivescovo si
dice convinto ''che i cattolici, e non solo loro, siano in
grado di mostrare maturita' davanti ai programmi e ai
candidati'', aggiungendo che ''la difesa della vita in tutte
le sue manifestazioni, dal suo inizio fino alla sua fine
naturale, deve comunque trovare i cattolici in primo piano,
coscienti della grande responsabilita' che portano con se'
nella difesa di questi principi''.
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