(ASCA) - Roma, 23 giu - Non raggiunge il quorum il referendum
sulla legge elettorale. Il centrosinistra conserva Bologna,
Firenze, Padova, Torino e Bari ma perde la Provincia di
Milano e due tradizionali roccaforti come il Comune di Prato
e la Provincia di Savona. Il centrodestra conferma il
rafforzamento del proprio radicamento territoriale. Queste le
tendenze generali.
L'affluenza ai seggi sul referendum, nonostante
l'appuntamento dei ballottaggi, non supera il 23,4% nei primi
due quesiti (quelli che proponevano che il premio di
maggioranza fosse attribuito al partito piu' votato e non
alla coalizione vincente).
Sul terzo quesito, la scheda verde che proponeva di
abolire la possibilita' di candidature multiple per evitare
subentri dettati da logiche di corrente, la percentuale sale
al 24%.
Quello 0,6% in piu' indica evidentemente la capacita' da
parte degli elettori di distinguere da quesito a quesito.
Una partecipazione cosi' bassa al referendum - e' il
record negativo nella storia degli appuntamenti referendari -
ha riaperto il tema della riforma di questo istituto. Sia
Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, sia Massimo D'Alema,
sul fronte del Pd, convergono sull'idea che andrebbe
aumentato il numero delle firme necessarie a proporre un
quesito referendario e abolito il quorum per renderlo
effettivo.
Roberto Maroni, ministro degli Interni, comunicando il
risultato ufficiale del referendum, ci ha tenuto a precisare:
''Mi riservo di avanzare nei prossimi giorni una proposta per
riformare l'articolo 75 della Costituzione e la legge
attuativa dei referendum''.
Inneggiano allo scampato pericolo Lega, Udc, Sinistra e
liberta', Prc, Idv: le forze che sarebbero state piu'
penalizzate da un ritocco della legge elettorale in senso
bipartitico. Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, parla
di ''fine della stagione del bipartitismo e del
bipolarismo''. Il Pdl minimizza il risultato, avendo lasciato
liberta' di voto al proprio elettorato.
Anche il Pd, unica forza esplicitamente a favore del
referendum, non drammatizza la sconfitta dei referendari.
''L'opinione degli elettori va sempre rispettata'', dichiara
il senatore Giorgio Tonini. Vannino Chiti, a dimostrazione
che il congresso del Pd e' ormai aperto, da' un altro
giudizio: ''E' una buona notizia il mancato raggiungimento
del quorum. Resta in Parlamento il problema della riforma
elettorale''.
Gianfranco Fini, presidente della Camera, preferisce
parlare di ''quesiti troppo tecnici'' e di ''esito purtroppo
scontato'', invitando a non rimuovere il dato che evidenzia
''una certa stanchezza da parte degli elettori''.
Questa possibile stanchezza si e' riscontrata anche nel
calo dell'affluenza degli elettori per i ballottaggi. Poco
sopra il 45% alle provinciali, 61,3% alle comunali (al primo
turno l'affluenza era stata rispettivamente del 70 e del
76%). Ma sulla flessione, ormai dato costante nei
ballottaggi, influisce una certa disaffezione degli italiani
nei confronti di un sistema elettorale a doppio turno per il
voto amministrativo.
Sul risultato del primo turno e dei ballottaggi e'
intervenuto ieri sera il premier Silvio Berlusconi con una
nota: ''Delle 62 province al voto, il Pdl ne governava 9,
oggi ne governa 34, ovvero piu' della meta'. Prima di questa
tornata amministrativa, di 30 comuni capoluogo interessati
dal voto il Pdl ne governava solo 5, adesso ne ha conquistati
14. Sono state strappate alla sinistra citta' come Savona,
Crotone e Prato''.
Di altro segno la valutazione di Dario Franceschini:
''Comincia il declino della destra. Sara' un percorso lungo
ma con lavoro e impegno porteremo avanti un cammino di
cambiamento del paese''. Il segretario del Pd sottolinea la
''tenuta'' del centrosinistra al sud (Bari), le ''conferme''
al centro-nord (Firenze, Bologna, Ancona) e al nord (Padova,
Torino).
Il Pdl riconquista la Provincia di Milano, dove Guido
Podesta' ha sconfitto il presidente uscente Filippo Penati.
Stesso cambio della guardia a favore del centrodestra alla
Provincia di Venezia, dove diventa presidente la leghista
Francesca Zaccariotto. Anche nelle comunali di Prato, citta'
da sempre governata dal centrosinistra, si registra la
vittoria del centrodestra. Il dato complessivo, nonostante il
recupero di Pd e centrosinistra nei ballottaggi, indica che
Pdl e Lega hanno esteso la propria influenza di governo a
livello territoriale, tradizionalmente il proprio punto
debole. Piu' complesso e' il tema delle alleanze per il
centrosinistra.
Mentre Pdl e Lega hanno un rapporto rodato dalla lunga
esperienza di governo, il Pd non ha ancora risolto la
questione della ricostruzione del centrosinistra. A Torino e
Bari si e' rivelato decisivo il positivo rapporto con
l'Udc.
In molte citta' e' stata confermata l'alleanza con le forze
di sinistra, mentre a Firenze il neosindaco Matteo Renzi non
ha voluto apparentamenti con altri partiti.
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