(ASCA) - Roma, 10 feb - ''Il genocidio ruandese deve essere
ricordato perche' simili atrocita' non succedano piu'. E'
imperativo categorico perche' stiamo parlando di fatti di
appena 18 anni orsono''. Con questo appello nel ricordo del
massacro dei 100 giorni in cui furono trucidati 1 milione di
rwandesi di etnia tutsi per mano della minoranza hutu, si e'
concluso l'incontro al Senato per presentare il libro di
Silvana Arbia, magistrato italiano che decide di occuparsi di
giustizia internazionale,''Mentre il mondo stava a guardare''
pubblicato nelle edizioni Mondadori.
''Dal 1999 al 2008 - ha ricordato nel suo intervento
l'onorevole Enrico Pianetta, gia' presidente della
Commissione Diritti Umani del Senato che si reco' in Rwuanda
nel 2001 - Arbia e' procuratore del Tribunale penale
internazionale per il Ruanda e riesce ad assicurare alla
giustizia numerosi responsabili di quel famigerato genocidio
che da aprile a luglio del 1994 aveva provocato la morte di
oltre un milione di persone''.
Assieme all'autrice hanno partecipato al convegno Franco
Narducci, PD, vicepresidente della Commissione esteri della
Camera, Pierluigi Mantini, UDC, componente della delegazione
italiana presso l'Assemblea parlamentare dell'organizzazione
per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OCSE) che
presentera' a breve in Parlamento una proposta di legge per
l'istituzione di una giornata del ricordo per le vittime del
genocidio in Ruanwa, Sandro Mazzatorta Lega Nord, della
Commissione giustizia del Senato e Matteo Luigi Napolitano,
docente di storia delle relazioni internazionali. Ha moderato
Francesca Sibani, giornalista di Internazionale. Ha portato
un saluto il senatore a vita Emilio Colombo.
''Per il grande impatto emozionale di questo libro e per
far conoscere ai giovani che cosa e' stato il piu' recente
genocidio dei nostri tempi - ha annunciato Pianetta -
presenteremo il libro con incontri appositi a Milano, Napoli,
Verona per poi tornare a Roma presso una universita'''.
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