
(ASCA) - Roma, 7 feb - Fu l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, all'inizio del novembre scorso, a sottolineare al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, la necessita' che si dovessero ''definire le misure piu' urgenti tra quelle indicate'' e lo si dovesse fare ''nella forma piu' praticabile anche dal punto di vista parlamentare e meno generatrice di tensioni politiche''. Lo spiega in una lettera inviata al Giornale, Pasquale Cascella, consigliere del Presidente della Repubblica per la stampa e la comunicazione, con riferimento ad un articolo apparso ieri sul quotidiano e firmato dall'ex ministro Renato Brunetta, per il quale sulla mancata emanazione del decreto Romani-Brunetta-Calderoli, il presidente della Repubblica avrebbe avuto un ''ruolo discrezionale''. Il 2 novembre 2011 ''il Capo dello Stato - scrive Cascella - ricevette il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, prima della riunione del Consiglio dei Ministri. Ed esplicito fu il richiamo alle posizioni espresse proprio dal titolare della politica economica nella lettera che il Presidente della Repubblica scrisse al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta''. ''Il Presidente della Repubblica ritenne di esprimersi a favore della soluzione indicata dal ministro per evitare l'adozione di un 'coacervo di norme anche estranee' alla lettera di intenti ed obiettivi inviata a Bruxelles dal presidente del Consiglio il 26 ottobre che avrebbe potuto suscitare confusione nell'opinione pubblica e nei mercati'', aggiunge ancora Cascella. In altre parole vi fu, da parte del Colle, ''solo la presa d'atto di riserve motivate presenti all'interno della stessa compagine governativa e la ricerca di un veicolo normativo che consentisse di addivenire rapidamente all'approvazione delle misure piu' urgenti, evitando piu' aspre tensioni tra le forze politiche''. red-ceg/sam/

