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Crisi: Auser, manovra correttive costano 3 mila euro a famiglia l'anno

Crisi: Auser, manovra correttive costano 3 mila euro a famiglia l'anno

22 Febbraio 2012 - 13:35

(ASCA) - Roma, 22 feb - Un peso di 3.002 euro all'anno a famiglia. Sono gli effetti delle manovre correttive secondo la II Indagine nazionale sulla condizione sociale degli anziani, presentata oggi dall'Auser.

Gli anziani, si legge nella ricerca, sarebbero doppiamente colpiti dalle manovre correttive. Da un lato, infatti, stanno contribuendo quali ammortizzatori sociali d'emergenza al reddito delle generazioni piu' giovani grazie alla sostanziale stabilita' degli introiti che percepiscono.

Dall'altro, tuttavia, sono visti dalle recenti manovre governative messe in atto per far fronte alla crisi strutturale del Paese come ''soggetti privilegiati'' sui quali poter applicare riduzioni della spesa pubblica.

Prendendo come unita' di misura la famiglia e come limite temporale il presente - e quindi la manovra del Governo Monti cosiddetta Salva Italia -una volta che la manovra sara' a regime, le ricadute saranno pari a 887 euro annui a famiglia, ai quali bisogna aggiungere la cifra gia' prodotta dalle precedenti manovre, che porterebbe il totale a 3.002 euro annui a famiglia.

A tutto cio' occorre aggiungere la nuova stangata che pesa sulle famiglie italiane: da gennaio le tariffe di luce e gas sono aumentate rispettivamente del 4,8% e del 2,7% con una maggiore spesa annua di oltre 53 euro. Per quanto riguarda la rivalutazione delle pensioni, ci sara' il mancato adeguamento di indicizzazione delle pensioni superiori a 1402 euro, che rappresentano il 22% delle prestazioni previdenziali erogate.

Un secondo fattore impattante il mondo delle pensioni di vecchiaia e' l'accelerazione data all'aumento dell'eta' pensionabile, e soprattutto dell'agganciamento di quella femminile con quella maschile. Si tratta di un fenomeno in atto da molto tempo, che tuttavia con le ultime manovre ha ripreso slancio.

Questa tendenza, messa in atto, oltre che per diminuire la spesa, anche per rispondere alla istanze europee che da anni chiedono al nostro paese un adeguamento tra i sessi in materia di eta' pensionabile, rischia di portare con se' un aumento delle diseguaglianze tra i due sessi. Le donne infatti, sono gia' enormemente penalizzate all'interno del mercato del lavoro, con salari mediamente inferiori, con un tasso di occupazione inferiore e con prospettive di carriera inferiori. Agganciare la loro eta' pensionabile a quella degli uomini, quindi, anziche' un atto di uguaglianza tra i generi, rischia di divenire un ulteriore fattore discriminante.

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