
(ASCA-AFP) - Pechino, 27 gen - Le forze di sicurezza cinesi
hanno ucciso un manifestante tibetano di 20 anni nella
provincia di Sichuan. E' la terza vittima dei disordini
scoppiati nell'ultima settimana nella zona, come comunicano
gli attivisti di International Campaign for Tibet (Ict).
La provincia confina ad ovest con il Tibet ed e'
densamente popolata da abitanti di etnia tibetana. Human
Rights Watch ha chiesto a Pechino di ''aprire immediatamente
un'inchiesta'' sulle sparatorie della polizia e di far
entrare gli osservatori nelle zone interessate.
Lunedi' e martedi' la polizia ha aperto il fuoco a Seda e
Luhuo, tra le principali citta' della provincia, su due
diversi cortei di protesta uccidendo due dimostranti.
L'ondata di ribellione dei tibetani e' una diretta
conseguenza della lunga serie di suicidi di monaci avvenuta
nel corso dell'ultimo anno.
Sono 136 i tibetani arrestati dalle autorita' cinesi nei
distretti di Seda, Aba e Luhuo, secondo Zorgyi, un
ricercatore dell'Ict, secondo il quale la situazione di
tensione potrebbe esplodere in un nuovo ''marzo 2008'', data
dell'ultima grande rivolta anti-cinese.
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