(ASCA) - Citta' del Vaticano, 31 ago - ''Un vescovo che con
la sua parola, i suoi numerosi scritti, le sue innovatrici
iniziative pastorali ha saputo testimoniare e annunciare
efficacemente la fede agli uomini del nostro tempo,
guadagnandosi la stima e il rispetto di vicini e lontani,
ispirando nell'esercizio del loro ministero tanti confratelli
nell'episcopato in molte parti del mondo'': il portavoce
vaticano, p. Federico Lombardi, ricorda cosi' il confratello
gesuita card. Carlo Maria Martini, deceduto oggi.
Per Lombardi, ''fu coraggiosa intuizione di Giovanni Paolo
II mettere la ricchezza culturale e spirituale di colui che
era stato fino allora uno studioso, Rettore del Biblico e poi
della Gregoriana, al servizio del governo pastorale di una
delle diocesi piu' grandi del mondo. Il suo fu uno stile di
governo caratteristico''.
Il portavoce vaticano ricorda quanto scritto da Martini
nel suo ultimo piccolo libro, ''il Vescovo'': ''Non pensi il
vescovo di poter guidare efficacemente la gente a lui
affidata con la molteplicita' delle prescrizioni e dei
decreti, con le proibizioni e i giudizi negativi. Punti
invece sulla formazione interiore, sul gusto e sul fascino
della Sacra Scrittura, presenti le motivazioni positive del
nostro agire secondo il Vangelo. Otterra' cosi' molto di piu'
che non con rigidi richiami all'osservanza delle norme''. Si
tratta, commenta Lombardi, di una ''eredita' preziosa, su cui
riflettere seriamente quando cerchiamo le vie della 'nuova
evangelizzazione'''.
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