
(ASCA) - Roma, 1 set - ''Poche persone, desidero riconoscerlo
in questo momento, hanno influenzato i miei orientamenti e le
mie scelte come Carlo Maria Martini''. Il presidente del
Consiglio, Mario Monti, in una lettera pubblicata oggi dal
Corriere della Sera, ricorda il suo rapporto personale con il
cardinale scomparso ieri. ''Serbero' per sempre la memoria,
l'impronta e l'emozione degli incontri con il cardinale
Martini, delle conversazioni con lui sull'educazione dei
giovani, sui difficili momenti piu' volte vissuti dall'Italia
negli ultimi trent'anni, sui ruoli della societa' civile e
della comunita' politica - sottolinea il presidente del
Consiglio -, sul valore dell'Europa unita, sull'impegno
incessante necessario per avanzare verso quell'obiettivo,
sulla forza d'animo che occorre per riprendersi dopo le
inevitabili battute d'arresto.
''La scomparsa del cardinale Carlo Maria Martini -
ribadisce Monti - priva la comunita' dei credenti, ma anche
le moltitudini di quanti non credono o non sono certi di
credere, di un punto di riferimento dotato di eccezionale
carisma e forte autorevolezza, uniti al profondo rispetto per
ogni interlocutore''.
Per il capo del Governo, Carlo Maria Martini lascia ''un
vuoto incolmabile tra coloro che hanno trovato in lui una
guida intellettuale e spirituale, attraverso la parola, gli
scritti, l'esempio''. Martini ''va a prendere il posto che
gli compete tra i grandi italiani ed europei che hanno
contribuito a forgiare il pensiero religioso e la vita civile
della nostra epoca''.
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