(ASCA) - Roma, 17 nov - ''La cultura dominante promuove forme
di nichilismo pratico, in cui i media non sono canali neutri,
ma contribuiscono a creare consenso nei confronti di una
mentalita' basata sull'intensita' e sul pathos piu' che
sull'adesione al bene comune e al logos'': lo afferma la Cei,
nel comunicato diffuso oggi al termine dell'Assemblea
generale dei vescovi italiani che si e' tenuta ad Assis dal 9
al 12 novembre.
L'attuale contesto mediatico, si legge nel testo, ''segnato
dai caratteri del linguaggio digitale che ormai permeano la
cultura in ogni sua espressione'', e' un contesto ''inedito''
che ''rappresenta una sfida e un'opportunita' per l'annuncio
cristiano''. Il mondo virtuale, per i vescovi, si presenta
alla Chiesa come ''una sfida'', ma anche come
''opportunita''', perche' la Chiesa stessa puo' ''far ricorso
alla ricchezza del suo linguaggio, che e' simbolico e
paradossale''. ''Ricorrendo al simbolo'' - si legge ancora
nel comunicato - la Chiesa ''riesce a uscire dalla gabbia
dell'immanenza, asfissiante e ripetitiva; usando il
paradosso, non separa parola e vita e da questa intrinseca
unita' trae la propria legittimita' e autorevolezza''. Ad
illustrare l'attuale contesto mediatico, durante l'ultima
assise episcopale di Assisi, e' stata Chiara Giaccardi,
dell'Universita' Cattolica di Milano,il cui intervento e'
stato ''largamente apprezzato''. Proprio sul tema ''Testimoni
digitali: volti e linguaggi nell'era ipermediale'' la Cei ha
in programma un importante convegno, che si svolgera' a Roma
dal 22 al 24 aprile 2010.
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