(ASCA) - Roma, 1 feb - E' di 27 morti e 58 feriti il triste
corollario di una stagione venatoria ove il rispetto delle
norme di sicurezza, oltre che della fauna protetta e' ancora
una chimera. Lo denuncia la LAC - lega per l'Abolizione della
caccia - che traccia un consuntivo della stagione venatoria
chiusasi ufficalmente ieri.
''Continua in alcune regioni la caccia a caprioli e cervi,
per effetto di una disposizione del 2003 inserita
surretiziamente in una legge attinente al contrasto
dell'evasione fiscale (sic !) - denuncia l'associazione -. I
cacciatori italiani sono passati dai 2 milioni degli anni '60
ai circa 700.000 di oggi (765.000 i dati ufficiali ISTAT
riferiti al 2006), ed un'attivita' ormai oggetto del
disprezzo della maggioranza degli Italiani, di scarso
interesse per i giovani d'oggi, cerca di sopravvivere ai
propri errori invocando assurde deregulations, anziche'
concorrere alla salvaguardia del patrimonio faunistico e
degli habitat''.
''I dati della stagione di caccia che volge alla fine
attestano ancora una volta una sequenza impressionante di
fatti di sangue o altri incidenti di caccia: 27 morti e 58
feriti per episodi correlati all'impiego di armi da caccia o
all'esercizio venatorio (circa la meta' nel corso di battute
di caccia al cinghiale). 1 morto e 14 feriti tra gente comune
coinvolta, anche se non stava praticando la caccia. Anche
l'alto numero di cacciatori colpiti da infarto nella zone di
caccia, mentre vagavano con armi cariche, dimostra la
frettolosita' degli esami medici per il rinnovo delle
licenze, e l'inadeguatezza del Decreto del Ministero Sanita'
del 28/4/1998 sui requisiti psicofisici per esercitare la
caccia, che nulla prescrivono o vietano in caso di malattie
cardiovascolari (ammessi alla licenza venatoria anche
cacciatori con un occhio solo, con lenti correttive e con
protesi al posto di un braccio!)''.
''Sono sempre in corso due ulteriori procedure di
infrazione comunitaria, avviate dalla Commissione UE, su
violazioni da parte di 13 Regioni della Direttiva 79/409 CEE
sulla protezione degli uccelli selvatici, per la caccia in
deroga a specie protette (come fringuelli, peppole, passeri),
abusi in cui primeggiano Lombardia e Veneto'', ricorda ancora
la Lac che denuncia: ''Nel frattempo alla Camera dovrebbe
approdare dopo febbraio il contestato ddl di sanatoria delle
infrazioni comunitarie (c.d. ''Comunitaria 2009''), che
anziche' rispondere agli addebiti della Commissione UE
eliminerebbe i 'paletti' 1 settembre- 31 gennaio, attuali
limiti temporali entro cui le Regioni possono inserire il
calendario venatorio, aprendo la porta a clientelari quanto
dannosi tentativi di cacciare anche le specie che - superata
la selezione di fine inverno- costituiscono il capitale dei
potenziali riproduttori primaverili''.
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