Bnl-Unipol: parte a marzo il quarto processo a Berlusconi

Bnl-Unipol: parte a marzo il quarto processo a Berlusconi

07 Febbraio 2012 - 16:17

(ASCA) - Milano, 7 feb - E sono quattro. Dopo i processi Mills, Ruby e diritti tv di Mediaset, un altro procedimento penale e' pronto a partire a Milano a carico di Silvio Berlusconi. Il gup Maria Grazia Domanico ha infatti rinviato a giudizio l'ex presidente del consiglio per la vicenda del passaggio di mano della conversazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte, intercettata dagli inquirenti milanesi titolari dell'inchiesta sul tentativo di scalata di Unipol a Bnl. La domanda rivolta dall'allora segretario dei Ds al numero uno del colosso assicurativo bolognese, ''allora, abbiamo una banca?'', venne pubblicata sulla prima pagina de 'Il Giornale' il 31 dicembre 2005. Un fatto anomalo se si considera che, al momento dello scoop del quotidiano di Via Negri, quella intercettazione non era ancora stata trascritta negli atti di indagine: in sostanza, un atto protetto da segreto istruttorio.

Il gup di Milano non ha dubbi: Berlusconi va processato per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. Un'ipotesi accusatoria che Niccolo' Ghedini accoglie con sarcasmo: ''Questo e' l'unico processo che si celebra in Italia per questo reato'', e' stato il commento dell'avvocato difensore dell'ex capo del governo. ''Tutto come previsto'', ha rincarato la dose Ghedini puntando il dito sull'''altro bel colpo'' che a suo giudizio il Tribunale di Milano avrebbe fatto con il rinvio a giudizio di Berlusconi. Il processo per l'ex premier prendera' il via il prossimo 15 marzo davanti ai giudici della Seconda Sezione Penale. Ma questa ''storia incredibile, tutta milanese - e' il pronostico del suo difensore - finira' in un nulla di fatto, come gli altri''.

Per ricostruire i fatti bisogna tornare indietro fino all'inverno 2005. E' il giorno della Vigilia di Natale quando al cancello di Arcore bussano due imprenditori accompagnati da Paolo Berlusconi (gia' rinviato a giudizio per lo stesso caso).

Circostanza, questa, non smentita dallo stesso Berlusconi: ''Ad Arcore ricevo tanta gente'', si e' difeso il leader del Pdl quando, di prima mattina, si e' presentato davanti al gup per rendere una serie di dichiarazioni spontanee e rispondere alle domande del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli. Il Cavaliere ha pero' negato che in quell'occasione gli fu consegnato il nastro con l'intercettazione, smentendo cosi' di avere avuto quel ruolo da protagonista che la Procura gli assegna nella vicenda. ''Non ho mai sentito la conversazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte - ha assicurato al giudice - perche' altrimenti me la sarei ricordata''.

Tocchera' al Tribunale di Milano accertarlo. L'unica certezza e' che, dopo poco piu' di una settimana, quell'atto di indagine coperto da segreto usci' con tanto di virgolettati sul quotidiano della famiglia Berlusconi. E che da quel momento inizio', per l'allora premier alle prese con un calo di popolarita', un recupero di consensi che porto' la coalizione di centrodestra a 'pareggiare' con l'Unione guidata da Romano Prodi alle successive elezioni politiche di aprile 2006.

Piero Fassino, allora numero uno dei Ds, e' convinto di essere stato danneggiato da quella vicenda: l'attuale sindaco di Torino e' pronto a costituirsi parte civile nel processo a Berlusconi che partira' a meta' marzo. fcz/mau




+ Correlate
+ Altre notizie di Foto