
L'Eurotower: ''Permangono rischi al ribasso, i governi siano pronti a richiedere aiuti ai Fondi salva stati''. Rischio insolvenza per le imprese italiane.
(ASCA) - Roma, 9 ago - La previsione sul Pil 2012 dell'Eurozona scende da -0,2% a -0,3%, per il 2013 scende da +1% a +0,6%. Per il 2014 attesa una ripresa piu' robusta a +1,4%. Per quanto riguarda le stime sull'inflazione, queste sono ferme al 2,3% per il 2012, scendono da +1,8% a +1,7% quelle per il 2013, per il 2014 un leggero aumento all'1,9%. Poco incoraggianti le previsioni sul mercato del lavoro: tasso di disoccupazione all'11,2% quest'anno (precedente stima 11%), 11,4% nel 2013 (precedente stima 10,9%), in discesa nel 2014 al 10,8%. Sono le previsioni economiche raccolte nel consueto sondaggio condotto dall'Eurotower tra il 16 e il 19 dio luglio pubblicate nel Bollettino di agosto della Bce e ottenute interpellando il panel di economisti degli uffici studi e degli enti di ricerca economica dell'Eurozona. Previsioni che la Bce non sottoscrive ma si limita a raccogliere e pubblicare. Nel bollettino di agosto la Bce avverte che ''i rischi che circondano le prospettive economiche per l'area dell'euro continuano a essere orientati verso il basso e riguardano, in particolare, le tensioni in diversi mercati finanziari dell'area e la loro potenziale propagazioneall'economia reale di quest'ultima. I rischi al ribasso sono inoltre connessi alla possibilita' di nuovi rincari dell'energia nel medio periodo''. Per questo l'Eurotower avverte i Governi della necessita' di essere ''pronti ad attivare l'EFSF/MES (fondi salva stati, ndr) nel mercato obbligazionario in caso di circostanze eccezionali nei mercati finanziari e di rischi per la stabilita' finanziaria, nel rispetto di condizioni rigorose ed efficaci in conformita' con le linee guida stabilite''. ''Al complessivo aumento dell'incertezza - scrive ancora la Bce - ha fatto riscontro un netto deterioramento della valutazione del rischio di credito delle imprese da parte degli operatori misurato ad esempio dai tassi attesi di insolvenza. Tra i paesi piu' grandi dell'area dell'euro, l'incremento e' stato particolarmente pronunciato per le imprese italiane e piuttosto moderato per quelle olandesi e tedesche''. Inoltre le imprese che ricorrrono al mercato dei capitali e appartenenti ai paesi colpiti dalla crisi del debito sovrano hanno visto nei fatti aumentare il costo del finanziamento. ''Un'evoluzione generalmente simile e' stata osservata nei segmenti non investment grade del mercato delle obbligazioni societarie, per i quali il costo del finanziamento sul mercato e' tuttavia notevolmente superiore. Inoltre, l'aumento dei costi e' stato particolarmente pronunciato per le imprese di questi segmenti ubicate in Spagna e in Italia'', sottolinea la Bce. int/
