Bce: Draghi prepara trasfusione a banche, ma vuole piu' prestiti

Bce: Draghi prepara trasfusione a banche, ma vuole piu' prestiti

09 Febbraio 2012 - 18:29

(ASCA) - Roma, 9 feb - Conferme e novita' dall'odierna riunione della Bce. Il costo del denaro e' rimasto, come ampiamente scontato, fermo all'1%, ''oggi non abbiamo discusso alcuna mossa sui tassi di interesse'', ha precisato Mario Draghi, presidente della Bce, nel corso della conferenza stampa. La novita' e' arrivata sul fronte delle garanzie che le banche devono fornire alla Bce quando ricevono i prestiti. Per sette paesi e' stato deciso di ampliare la gamma di strumenti finanziari stanziabili come garanzie, si tratta di Irlanda, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Austria e Portogallo. Segno di sistemi bancari che hanno problemi di provvista. La decisione arriva in vista della prossima operazione di rifinanziamento a lungo termine (triennale) della Bce in programma per fine mese. Draghi, incalzato dalle domande dei giornalisti, non ha fatto previsione sulle cifre, ''ma gli specialisti si attendono richieste per un ammontare rilevante'', ha detto il numero uno dell'Eurotower. Il presidente della Bce ha sottolineato le virtu' della prima operazione triennale effettuata a dicembre (489 miliardi alle banche dell'Eurozona), ''ha evitato un razionamento del credito, il nostro obiettivo finale e' aumentare il credito bancario all'economia''. Ma il numero uno di Kaiserstrasse 29 non ha nascosto come il credito all'economia segni il passo per diversi motivi: ''serve tempo perche' il prestito triennale eserciti i suoi effetti sull'economia reale'' tanto che l'ultima inchiesta sull'andamento del credito nell'Eurozona ha registrato una ulteriore restrizione nell'accesso al credito per le imprese, ''in parte legato anche all'avversione al rischio di credito da parte delle stesse banche''. Per ora, guardando l'andamento dei mercati finanziari, i soldi della Bce, su cui le banche pagano un tasso dell'1%, sembrano soprattutto essersi indirizzati verso altri impieghi. Per capirlo basta guardare l'andamento della curva dei tassi sul debito pubblico italiano, ma si tratta di un esempio estendibile anche ad altri paesi. Da fine 2011, la differenza tra i rendimenti dei Btp triennali (oggi al 3,25%) e quelli decennali (oggi al 5,47%) e' salita dall'1,85% al 2,22%, in altre parole la curva e' diventata piu' ripida, segno di maggiori acquisti sulle scadenze brevi, che peraltro coincidono con la durata del prestito della Bce evitando il disallineamento tra la durata della raccolta e quella degli impieghi. Poi impazza l'acquisto di ''bond perpetual'' da parte delle banche che si ricomprano queste obbligazioni irredimibili emesse a suo tempo con prezzi vicini al valore nominale di rimborso (100), ma oggi con quotazioni di mercato inferiori di qualche decina di centesimi. Una plusvalenza che gli istituti di credito possono poi imputare al patrimonio netto rafforzando i propri coeffienti patrimoniali. Insomma, Draghi prepara la nuova maxi-trasfusione e spera che una buona parte di questo denaro sia poi convogliato dagli istituti di credito verso l'economia reale, soprattutto ora che ''il maquillage'' bancario e' a buon punto. men/sam/bra




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