
(ASCA) - Roma, 21 feb - ''Il biologico esce dalle mura
domestiche e conquista nuovi spazi 'pubblici'. Non e' piu'
solo una moda di pochi, ma un'abitudine di spesa sempre piu'
condivisa, che dalle cucine ''green'' si allarga alla
ristorazione e alle scuole. Nel 2011 infatti sono cresciuti i
ristoranti con menu' 'bio' (piu' 24 per cento), ma anche gli
agriturismi (piu' 11 per cento) e soprattutto le mense
scolastiche (piu' 10 per cento)''. Lo afferma la Cia,
Confederazione italiana agricoltori, commentando lo stato di
buona salute di un comparto che cresce ininterrottamente dal
2006.
''Mentre sui consumi convenzionali grava tutto il peso
della crisi, i prodotti biologici continuano a collezionare
successi: lo scorso anno il settore ha segnato un incremento
del 13 per cento, a fronte del calo del 2 per cento
dell'alimentare 'tradizionale'. Cifre che raccontano il
successo crescente del comparto -spiega la Cia- e che rendono
ancora piu' evidente l'importanza 'storica' che l'accordo sul
'bio' tra Europa e Stati Uniti riveste per il nostro Paese.
Leader europeo nella produzione biologica, l'Italia da sola
fa il 15 per cento del fatturato Ue e il 5 per cento di
quello mondiale. Vale a dire piu' di 3 miliardi l'anno, una
fetta significativa dei 20 miliardi che rappresentano il
valore del comparto in Europa e dei 55 miliardi a livello
mondiale''.
''Ecco perche' questo accordo di partenariato apre nuove
grandi opportunita' economiche al nostro Paese, facilitando
l'accesso al mercato americano, visto che vengono eliminati
ostacoli significativi, soprattutto per le piccole e medie
imprese agricole. Infatti dal 1* giugno si potra' finalmente
esportare in Usa senza piu' dover ottenere doppie
certificazioni relative alle rispettive normative ''bio'' con
un duplice onere su spese, ispezioni e pratiche. Questo
significa -conclude la Confederazione- anche maggiore
competitivita' nel settore e tracciabilita' e trasparenza sui
prodotti. A tutto vantaggio dei consumatori''.
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