(ASCA) - Roma, 20 feb - ''Una ferita al cuore degli italiani
e della nazione madre di questi figli, che sono gli uomini e
le donne con le stellette. Viviamo una grande sofferenza e il
nostro pensiero e le nostre preghiere vanno alle loro
famiglie affinche' il Signore possa essere quel Cireneo che
porta la Croce alleviando il dolore''. E' il commento
rilasciato al Servizio di Informazione Religiosa della Cei
dall'ordinario militare. mons. Vincenzo Pelvi, alla notizia
della morte di tre soldati italiani in Afghanistan.
''La pace oggi e' fragile e minacciata dalla paura e dal
terrore. Tuttavia - afferma il vescovo castrense - e'
incoraggiante vedere che i nostri militari ci insegnano a
vivere per una grande ragione, la passione per l'uomo,
chiunque esso sia, perche' siano riconosciuti i suoi diritti,
la sua liberta' e dignita'''.
''I nostri ragazzi - aggiunge - accettano per amore anche
il rischio di una condizione fatta di incertezza, sono sempre
disponibili con generosita' e schiettezza di animo. E lo
vediamo anche nei soccorsi nelle emergenze naturali,
terremoti, maltempo. Con le missioni internazionali l'Italia
sta collaborando alla costruzione della pace e cooperando
all'edificazione di un sentire aperto alla speranza. E il
germe di questa speranza viene seminato anche dalla morte dei
nostri giovani soldati che spingono con forza la frontiera
dell'umano fino all'eterno. A loro va il nostro apprezzamento
e la nostra vicinanza''.
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