(ASCA) - Roma, 31 ago - ''Bisogna finirla di considerare
ubriaco chi beve due bicchieri: e' in atto una
criminalizzazione del vino che non ha senso alcuno e che sta
uccidendo uno dei comparti piu' pregiati del made in
Italy''.
In un'intervista a Quattroruote, il ministro
dell'Agricoltura, Luca Zaia entra di petto nel dibattito sui
limiti di tasso alcolemico per chi guida, attaccando i
sostenitori della tolleranza zero.
''Non credo nella cultura del proibizionismo - aggiunge il
ministro - il limite attuale, 0,5 grammi di alcol per litro
di sangue, e' ragionevole e stradigerito dall'opinione
pubblica, entro questi livelli si e' sobri e perfettamente in
grado di guidare. Corrisponde a due bicchieri di un vino che
abbia non piu' di 11 gradi, diciamo uno spumante o un rosso
non strutturato''.
Zaia invita a guardare con attenzione le statistiche sugli
incidenti: solo il 2,09 per cento e' causato da guidatori in
stato d'ebbrezza, gente ben al di sopra dello 0,5. ''Non vedo
perche' - sottolinea - dovrei rinunciare a bere con
intelligenza e moderazione, solo perche' ci sono
irresponsabili che si ubriacano. E perche' non si guarda con
altrettanta severita' alle altre cause degli incidenti?.
Vogliamo parlare del fumo o dei farmaci che danno
sonnolenza?. Degli antistaminici che migliaia di italiani
prendono in primavera per combattere le allergie?. O dei
tranquillanti?. Temo siano piu' pericolosi dei fatidici due
bicchieri, ma nessuno se ne occupa''.
Il dibattito su alcol e guida e' tornato d'attualita' dopo
il varo alla Camera del provvedimento che abbasso a zero il
limite per i neopatentati (Zaia dice di non essere contrario
a forme di tutoraggio per i giovani) e dopo le dichiarazioni
di chi, anche nella maggioranza, vorrebbe che il divieto
assoluto di bere prima di mettersi al volante venisse esteso
a tutti.
A fine luglio il ministro della Giustizia, Angelino
Alfano, aveva reclamato un forte attacco a chi guida in stato
d'ebrezza, sostenendo che l'alcol e' una piaga sociale come
la droga. Il ministro dell'Agricoltura sostiene invece che la
continua criminalizzazione del vino finira' per spianare la
strada ai superalcolici, prodotti da e sostenuti da ben piu'
potenti multinazionali.
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