(ASCA) - Roma, 16 gen - ''Sono venti giorni che e' cominciata
la guerra di Gaza. Solo ieri il tema ha potuto guadagnare lo
spazio di un approfondimento di prima serata sugli schermi
del servizio pubblico. Questo ci sembra il dato prevalente,
rispetto alla tempesta polemica che ancora una volta si sta
abbattendo su Michele Santoro''.
Lo afferma una nota della Fnsi (Federazione Nazionale
della Stampa Italiana) e del sindacato Rai, Usigrai.
''Un giornalismo talvolta urticante, il suo, che pero'
tratta questioni che troppo spesso, e a torto, vengono
ritenute inadatte al grande pubblico. Difendere il diritto a
sentire in tv, ed in particolare sulla tv pubblica, anche
voci fuori dal coro, non significa -prosegue la nota-
condividere ogni singolo passaggio di una trasmissione:
suonava offensiva, ad esempio, l'insinuazione di Santoro che
Lucia Annunziata cercasse di 'avere crediti da qualcuno', nel
momento in cui da giornalista lei stava invece argomentando
le sue critiche all'impianto della trasmissione. Ma di fronte
alla marea montante delle richieste di punizione e di
chiusura, in molti casi dettate da speculazioni politiche, il
sindacato dei giornalisti mette in guardia contro ogni
possibile intervento censorio. Meglio una polemica in piu',
se nasce da una trasmissione che voglia dar conto di una
tragedia in corso, anziche' la quiete ordinaria di palinsesti
in cui i drammi del mondo hanno attenzione residuale: senza
che questa distrazione susciti un centesimo dell'indignazione
odierna''.
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