(ASCA) - Roma, 31 mar - ''Non possiamo girare lo sguardo
dall'altra parte ed essere indifferenti a quanto sta
accadendo in Afghanistan, un paese che, anche se lontano, ha
di fatto legalizzato la barbarie nei confronti delle donne.
Esprimo tutta la mia solidarieta' alle afghane umiliate da
una legge che legalizza lo stupro in seno al matrimonio,
ribadisce il divieto di istruzione e di essere economicamente
indipendente''. Lo afferma il Ministro delle Pari
Opportunita', Mara Carfagna a seguito dell'approvazione da
parte del governo afghano, riferita da una agenzia delle
Nazioni Unite, di una legge che obbliga la moglie a
concedersi al marito.
Per sensibilizzare le donne del Paese, la titolare delle
Pari Opportunita' ha scritto una lettera in cui chiede
informazioni alla deputata afghana Fauzia Sadat Gailani, che
aveva gia' incontrato alcuni mesi fa: ''Le donne italiane
sono indignate per l'approvazione di una legge anacronistica
e violenta. Non posso non chiederti di intervenire per
fermare l'ennesimo tentativo di annullare una delle
conquiste, quella del rispetto sociale, che le donne afghane
hanno cosi' faticosamente eroso alla societa' dei talebani.
Ricordo ancora l'immagine di quella donna che, orgogliosa,
mostrava alla stampa internazionale il suo dito inchiostrato
dopo il voto, simbolo di democrazia''.
Per il ministro Carfagna, ''la comunita' internazionale
deve far sentire la propria voce. Per parte nostra, abbiamo
deciso di utilizzare lo spazio dedicato dal G8 alle Pari
opportunita', che si terra' a Roma nel mese di settembre, per
riflettere, analizzare e sensibilizzare l'opinione pubblica
internazionale sui diritti delle donne che vengono ancora
sistematicamente violati in molti paesi del mondo''.
Prima ancora, il ministro aderira' alla fiaccolata
organizzata dall'associazione Acmid-Donna di Souad Sbai, che
si terra' domani sera alle 18 in piazza Montecitorio.
res/mcc/bra |