(ASCA) - Pescara, 8 gen - Si complica la situazione al Comune
di Pescara. Politicamente e legalmente. Il ritiro delle
dimissioni da parte del sindaco, Luciano D'Alfonso, indagato
nell'ambito dell'inchiesta su tangenti negli appalti
pubblici, ha, infatti, aperto nuove polemiche, anche di
carattere etico, e nuovi scenari. D'Alfonso, al momento, e'
un normale cittadino.
Ha revocato, si', le dimissioni, ma ha inviato un
certificato medico che conferma la sua impossibilita' a
governare la citta' per motivi di salute. Circostanza,
questa, che ha impedito l'arrivo di un commissario in
Municipio, offrendo nel contempo a D'Alfonso la possibilita'
di ricandidarsi alla poltrona di primo cittadino alle
elezioni anticipate d'inizio giugno. Ma la Procura di Pescara
intende chiarire la questione. Il procuratore capo, Nicola
Trifuoggi, sta esaminando la documentazione presentata da
D'Alfonso sull'autosospensione per motivi di salute, allo
scopo di valutare l'ipotesi di un ''arresto-bis''.
Motivo, reiterazione del reato. Il certificato sanitario
sara' esaminato da un consulente nominato dal pm Gennaro
Varone, titolare dell'inchiesta, o direttamente dal gip in
sede di incidente probatorio. Cio' che la Procura di Pescara
intende valutare e' la veridicita' della malattia di
D'Alfonso.
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