(ASCA) - Roma, 5 dic - ''Il progetto per l'adeguamento e la
messa in sicurezza della Via Pontina, gia' approvato in
Giunta Regionale per il tratto romano e' da respingere
-dichiara Lorenzo Parlati, presidente regionale di
Legambiente Lazio-. Come e' noto -e in attesa di ricevere e
analizzare il nuovo tracciato, visto che da piu' di un anno
le associazioni ambientaliste non vengono convocate-
Legambiente Lazio non ha mai negato che la strada piu'
pericolosa per numero di incidenti sia da mettere in
sicurezza e, conseguentemente, sia da adeguare. Abbiamo,
invece, contestato l'introduzione del pedaggio -che
penalizzerebbe i pendolari- e auspicato l'uso dell'attuale
tracciato della Via Pontina al massimo delle potenzialita'
possibili''. Il progetto della nuova approvato in Giunta
''presenta -secondo l'esponente Legambiente Lazio- diverse
criticita' ambientali: si abbandona per troppi tratti il
tracciato attuale, con conseguente uso di nuovo suolo
agricolo per circa 55 ettari, in particolare con le varianti
di Tor de' Cencia e Pomezia, ai confini del Comune di Roma;
si annulla la possibilita' di riconnettere il Parco Regionale
di Decima Malafede con la Riserva Statale del Litorale
Romano, che quindi sarebbero separate da una autostrada; si
attraversano, senza attenzione, importanti zone SIC -Siti
importanza comunitaria- e zone ZPS -zone protezione
speciali''. Insomma ''il progetto e' abbastanza mediocre,
incapace di concepire questa non come un'autostrada ma come
una grande opera pubblica che possa migliorare l'ambiente e i
territori circostanti''. Dopo i passi avanti che si erano
fatti, ''perche', nei tratti piu' critici dal punto di vista
ambientale della Via Pontina non e' possibile usare - si
chiede Parlati- la stessa logica applicata al caso del
ricongiungimento del Parco dell'Appia Antica in superficie
con il Gra sotto il parco?'' ''I parchi di RomaNatura
rischiano di pagare il prezzo di una mancata copianificazione
tra redazione dei piani d'assetto e programma integrato per
la mobilita' - sostiene Mauro Veronesi, responsabile
Territorio di Legambiente Lazio-. Questo comporta il fatto
che la realizzazione di svariate infrastrutture per
razionalizzare e, in altri casi, mettere in sicurezza la
mobilita' non solo urbana -esempi tranvia Eur-Trigoria, Via
Pontina, Via della Pineta Sacchetti- mettono a rischio gli
equilibri ambientali e la riconoscibilita' ecologica dei
parchi regionali''.
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(Asca)
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