(ASCA) - Asiago (VI), 23 ott - ''La montagna alla
montagna''.
Con questo ''manifesto'' inizia oggi ad Asiago la due giorni
dell'Assemblea Uncem, che celebra il 60 anniversario della
Costituzione Italiana e l'art. 44 - misure specifiche per le
aree montane - e che, insieme a Legautonomie,
Federlegno-Arredo, Aem, Cai, Federbim, Federforeste,
Federparchi, Formez, Confcommercio, Confesercenti,
Coldiretti, Cia, Confagricoltura e con il sostegno della Flai
- Cisl, Flai - Cgil, Uila -Uil, Ugl agroalimentare, chiama a
raccolta per domani mattina sindaci e presidenti di Comunita'
montane da tutta Italia. La richiesta e' : autogoverno del
territorio e delle sue risorse.
''Negli anni '60 nel Sud Tirolo c'era un motto: ''Loss von
Trient'', lontani da Trento. Oggi sarebbe da aggiornarlo in
''Loss von Rome'', lontani da quella Roma della politica
salottiera e centralista che saccheggia le risorse della
montagna senza alcun rispetto, derubricando i territori
montani semplicemente a ''costo della politica'': cosi' il
Presidente dell'Uncem Enrico Borghi tratteggia il clima nel
quale prende il via oggi pomeriggio la due giorni dell'Uncem,
che si apre con il dibattito moderato al Cinema Lux di Asiago
da Antonello Piroso e al quale prenderanno parte, tra gli
altri, il sociologo Aldo Bonomi, il Presidente di Federlegno
- Arredo Rosario Messina, il giornalista Gian Antonio Stella,
il Presidente del Cai Annibale Salsa, lo scrittore ed esperto
di finanza Luigi Menegatti, il Presidente dell'Uncem Enrico
Borghi e diversi rappresentanti del territorio che porteranno
esperienze concrete nel settore dell'energia,
dell'agricoltura, delle nuove tecnologie e delle scuole di
montagna.
Il 24 ottobre, previsti migliaia di Sindaci, Presidenti di
Comunita' montane, operai forestali, montanari, che dalla
piazza di Asiago chiederanno con forza l'autogoverno del
territorio e delle sue risorse.
''C'e' chi vuole mettere le mani sulla nostra acqua, sulle
nostre foreste, utilizzate per stoccare l'anidride carbonica
prodotta dalle citta' - dice Borghi. Basta discutere di come
sventrare le nostre valli per far correre treni velocissimi,
per realizzare elettrodotti e gasdotti per le industrie,
mentre noi stiamo a guardare, visto che non ci vogliono piu'
al tavolo delle politica e ci lasciano fuori dalle liste del
parlamento.
Non staremo zitti e tranquilli a vedere che ci chiudono le
scuole, ci espropriano l'acqua facendocela pagare come nelle
grandi citta', e addirittura ci mettono alla berlina come
costo della politica''.
fdm/mcc/ss
(Asca)
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