(ASCA) - Firenze, 10 dic - Primarie di coalizione e non piu'
di partito. Questa la decisione presa per sciogliere il
'nodo' Firenze, dove la competizione a quattro per scegliere
il candidato a sindaco (sospesa domenica) stava diventando un
problema per il Pd locale e non solo.
Oggi a Roma, per la seconda volta, sono arrivati i segretari
regionale Andrea Manciulli, metropolitano Andrea Barducci e
cittadino Giacomo Billi, per un incontro con il leader Walter
Veltroni.
Alla vigilia le ipotesi piu' accreditate erano quelle di
un azzeramento totale delle primarie (con conseguente arrivo
di un candidato 'forte', da tutti visto in Vannino Chiti, che
pero' aveva piu' volte declinato l'invito) o le primarie di
coalizione. E alla fine la scelta e' caduta su queste.
Domani e' gia' convocata una prima riunione delle forze del
centrosinistra, in cui dovranno essere stabilite le regole.
E' probabile che venga avanzata la proposta di effettuare
primarie con un doppio turno e 'ballottaggio' per i due
candidati che abbiano raggiunto il maggior numero di voti, in
caso di mancato superamento di una soglia che potrebbe essere
fissata tra il 40 e il 50%.
Secondo le regole attuali, i candidati del Pd potranno
essere solo due, perche' e' prevista la necessita' di avere
il 35% dei voti dell'assemblea cittadina (e secondo i primi
calcoli sembrano favoriti Lapo Pistelli e Daniela Lastri).
Non viene esclusa pero' la possibilita' di partecipare ad
altri esponenti del Pd, che dovranno pero' raccogliere delle
firme, il cui numero sara' stabilito.
La decisione presa oggi ha trovato commenti positivi da
parte di tre dei quattro candidati attuali. Secondo Lapo
Pistelli e' ''la soluzione di maggior buon senso'', Daniela
Lastri sottolinea come sia positivo che il Pd ''si apra alle
altre forze del centrosinistra'' e Graziano Cioni rileva che
e' una cosa ''molto positiva'' perche' ''si e' preso atto di
una situazione che non poteva andare avanti''. Silenzio da
parte del quarto candidato, il presidente della Provincia
Matteo Renzi, per il quale pero' parla il responsabile della
campagna elettorale Massimo Mattei che usa toni duri: ''Ci
sembra un gesto politico al di fuori dalle regole di un
partito che si chiama democratico''.
Per quanto riguarda le altre forze del centrosinistra, per
Valdo Spini, gia' in campo per la corsa a sindaco, la
decisione e' ''il segno di un cambiamento di rotta e della
necessita' di apertura che accogliamo con soddisfazione'', i
Verdi parlano di ''un primo passo incoraggiante verso
l'obiettivo di costruire un vasto schieramento di
centrosinistra'' mentre una reazione negativa viene da
Rifondazione comunista. Il segretario Paolo Ferrero chiarisce
subito che ''non siamo interessati''.
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