ASCA) - Roma, 13 nov - ''Consapevoli che la sentenza
pronunciata dalla Corte di Cassazione in riferimento al caso
di Eluana Englaro non possa non essere rispettata e
applicata, ci permettiamo pero', da liberi cittadini di uno
Stato libero, di dissentire. E chiediamo che alla lunga fine
di Eluana, proprio perche' si tratta di una vera e propria
condanna a morte in eta' repubblicana, non solo assistano
alcuni testimoni, ma possa essere registrata in video e messa
a disposizione di quanti ne facciano richiesta. Come accade
nei Paesi che prevedono la pena di morte per i propri
cittadini. Cosi' i nostri figli e i nostri nipoti potranno
scoprire come un cittadino italiano possa essere condannato
da un giudice di uno Stato civile e democratico a morire di
fame e di sete''. Questa la reazione dell'Associazione
Scienza & Vita alla sentenza che ''condanna a morte Eluana''.
''La decisione della Suprema Corte - osserva
l'Associazione - di fatto autorizza la sospensione
dell'idratazione e dell'alimentazione che restano secondo
noi, e anche per una larghissima parte dell'opinione pubblica
italiana, semplici sostegni vitali e non terapie''.
''Da questa scelta consegue - rimarca Scienza & Vita -
un'interpretazione riduttiva della vita, quale non degna di
essere vissuta. E soprattutto l'idea che la vita umana sia
disponibile. Ovvero, che ciascuno di noi possa esercitare
addirittura un diritto di morire con il corrispettivo dovere
di uccidere (perche' qualcuno deve pure eseguire la
sentenza). Diritto di morire che non e' contemplato nella
Costituzione e che sfida il criterio umanistico del favor
vitae a cui essa si ispira''.
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