(ASCA) - Roma, 14 ago - Famiglia Cristiana continua ad
''esprimere opinioni su questioni politiche e sociali che
riflettono una cultura che sbrigativamente viene definita
catto-comunista. Non capisco perche' il suo direttore neghi
scandalizzato questa accusa''. In questi termini il Ministro
per i Beni e le Attivita' culturali, Sandro Bondi, valuta i
recenti interventi del periodico dei paolini critici verso il
governo.
''Quello che mi sorprende - tiene a sottolineare Bondi in
un'intervista a 'La Repubblica' - e' soprattutto il tono, che
non si addice ad un settimanale cattolico''. Ma l'ex
coordinatore di Forza Italia non si meraviglia. ''Il filo
conduttore e' sempre quello: la simpatia per i 'cattolici
adulti' (primo fra tutti Prodi, ndr) e l'antipatia viscerale
per Berlusconi''.
Ad avviso di Bondi, Famiglia Cristiana si esprime con un
linguaggio da ''intellettuali che hanno perso il rapporto con
il loro popolo, credenti e parrocchie, ma anche lontani dalle
esigenze concrete dei cittadini''. E, riferendosi alle
critiche rivolte in particolare al 'pacchetto sicurezza'
varato dal Governo, il Ministro aggiunge che il settimanale
ha preso ''lucciole per lanterne, deducendo da provvedimenti
verso gli immigrati un rischio di regime o di fascismo,
mentre si tratta di provvedimenti che sono considerati
giusti, necessari e urgenti da parte di una maggioranza di
cittadini che tutto sono fuorche' xenofobi oppure nostalgici
del fascismo''.
La conclusione dell'intervista di Bondi a 'La Repubblica'
e' dura: ''La posizione di Famiglia Cristiana - dice il
Ministro - non scalfisce minimamente il governo, ma rischia
di compromettere la Chiesa e di coinvolgerla in posizioni che
non sono affatto condivise dal popolo. Insomma, danneggia la
Chiesa stessa''.
lpe/cam/alf |