(ASCA) - Roma, 11 lug - C'e' seduta anche questa mattina alla
Camera, nonostante la giornata di venerdi' e una settimana di
impegnativi lavori parlamentari alle spalle. Dopo
l'approvazione ieri del cosiddetto ''lodo Alfano'',
all'ordine del giorno c'e' il ''pacchetto sicurezza''. Il
governo vuole fare in fretta anche in questo caso, mentre la
prossima settimana passa all'esame del Senato il disegno di
legge che garantisce che nel corso del loro mandato non
possano essere sottoposti a processi il presidente della
Repubblica, il presidente del Consiglio e i presidenti delle
due Camere. Si prevede che entro due settimane il ''lodo
Alfano'' possa diventare a tutti gli effetti legge dello
Stato.
Il si' della Camera e' arrivato a tempo di record, nel
giro di solo 48 ore di discussione in Aula. Il testo si
compone di un solo articolo suddiviso in otto commi. Alla
versione originale e' stato aggiunto uno solo dei 283
emendamenti presentati dall'opposizione: quello che
stabilisce che la sospensione dei processi non si applichera'
nel caso di successiva investitura in altra carica o in altra
funzione (una clausola pensata per evitare che per esempio
Silvio Berlusconi possa tornare a usufruire del ''lodo
Alfano'' nel caso dovesse essere eletto presidente della
Repubblica).
Da ieri le polemiche tra maggioranza e opposizione ruotano
anche intorno alla risoluzione votata dal Parlamento europeo
che censura l'Italia e chiede chiarimenti sull'idea di
schedare attraverso le impronte digitali i bambini rom che
non abbiamo superato i quattordici anni di eta' (l'iniziativa
era stata presa da socialisti, verdi, liberaldemocratici e
dai deputati di Sinistra europea). Molto ferme le repliche
dei ministri Roberto Maroni, Interni, e Franco Frattini,
Esteri: ''Siamo indignati per il provvedimento votato dal
Parlamento europeo. Si tratta solo di una manovra politica
organizzata dai professionisti dell'antirazzismo che poi nel
concreto non fanno nulla per risolvere i problemi come quelli
dei campi nomadi''.
Quindi, la maggioranza non ha intenzione di recepire il
contenuto della risoluzione del Parlamento europeo che non e'
stata votata solo dal Gruppo del Partito popolare europeo. I
ministri Maroni e Frattini parlano infatti di un ritorno al
clima polemico che in Europa ha accompagnato la formazione
dei precedenti governi guidati da Berlusconi: il
centrosinistra italiano, sconfitto in casa, cercherebbe la
rivincita in sede europea.
Sul fronte del centrosinistra, restano le divisioni tra Pd
e Italia dei valori dopo la manifestazione dei giorni scorsi
a piazza Navona. Nella polemica interviene anche il regista
Nanni Moretti, che questa volta prende le distanze dai
girotondi che aveva promosso qualche anno fa e dagli
interventi di Beppe Grillo e Sabina Guzzanti: ''Sono molto
avvilito per quello che e' successo. Gli organizzatori sono
stati degli irresponsabili. Io non ho mai avuto il mito
dell'elettorato buono contrapposto ai partiti cattivi. Nel
2002 non ci volevamo sostituire ai partiti, quindi era
politica e non antipolitica''.
Ieri, alla Camera, Antonio Di Pietro, leader dell'Idv era
stato durissimo nella sua dichiarazione di voto riferendosi
alla ''incostituzionalita' del lodo Alfano''. Walter
Veltroni, segretario del Pd, e' tornato a parlare di ''legge
ad personam''. Ma i rapporti tra i due partiti restano
all'insegna della netta divisione su contenuti, modalita' e
forme con cui intendono organizzare la propria opposizione.
Nel passaggio parlamentare di ieri, si e' incrinato pure il
dialogo tra Pd e Udc. Pierferdinando Casini, motivando
l'astensione del proprio Gruppo, ha spiegato: ''La
maggioranza si assume interamente la sua responsabilita'. Noi
abbiamo operato con la logica della riduzione del danno. La
nostra astensione non e' solo un contributo alla serenita',
ma e' finalizzata a togliere dal decreto sicurezza la norma
blocca processi'' (il riferimento e' ai reati commessi prima
del 30 giugno 2002 che la maggioranza sembrava in un primo
momento voler approvare in una apposita norma e che ora, dopo
il via libera al ''lodo Alfano'', sarebbe disposta a
cancellare).
Tra le fila della maggioranza, c'e' da segnalare la
posizione di distinzione della Lega. L'onorevole Carolina
Lussana, nella dichiarazione di voto a nome del Carroccio, ha
detto di ''riconoscere che il lodo Alfano non e' una
priorita' per i cittadini, ma e' giusto affrontarlo adesso
per ripristinare la serenita' necessaria per governare il
paese, a tutela non del singolo ma della funzione
ricoperta''.
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